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Roma, emergenza rifiuti, la resa della sindaca: discarica in città Mappa

Giovedì 12 Dicembre 2019 di Mauro Evangelisti
Roma, emergenza rifiuti
la resa della sindaca:
discarica in città
Oltre alle ordinanze, alle mozioni in consiglio comunale, all’ombra del commissariamento, allo scontro epocale tra Regione governata dal centrosinistra e Roma Capitale guidata dal Movimento 5 Stelle, sui rifiuti c’è un sottilissimo filo di dialogo che non si è ancora spezzato.

E potrebbe portare a uno scenario differente da quello ipotizzato inizialmente che vedeva Zingaretti, in risposta all’immobilismo della Raggi, commissariare Roma Capitale sui rifiuti. Ama, affidata a Zaghis, meno integralista dei suoi predecessori, va verso la realizzazione della discarica a Tragliatella, nel XIV Municipio, a nord di Roma, in una delle quattro cave indicate dalla relazione della commissione formata dai tecnici di Regione, della Città metropolitana e da Roma Capitale (dunque dall’ente guidato da Virginia Raggi).



Il Movimento 5 Stelle del Campidoglio, dopo i fuochi artificiali e le spaccature di queste ore, asseconderebbe questo epilogo. La Regione, in attesa della realizzazione della discarica, accetterebbe che in uno dei sette impianti per inerti o altri tipi di rifiuti già esistenti (anche questa lista è contenuta nella relazione) si realizzi un centro di stoccaggio temporaneo. In sintesi: il punto di mediazione porterebbe subito al centro di stoccaggio a Falcognana (e se serve in uno degli altri impianti) che funzionerebbe per un periodo limitato, Ama intanto avvia l’impianto a Tragliatella. In alternativa, le cave esistenti elencate nella relazione e dunque possibili sede di discarica sono tutte nell’XI Municipio, vicino a Malagrotta: Lumacaro, Quartaccio e Prati Fioriti.


Questi scenari hanno preso forza anche per il dialogo che continua tra la parte tecnica dei vari enti (Flaminia Tosini della Regione e Laura D’Aprile per Roma Capitale in particolare). A chiudere il quadro e a mettere in sicurezza il sistema (per quanto possa esserlo a Roma) si aggiungerebbero l’accordo con Abruzzo, Sardegna, il contratto che Ama sta siglando con Hera e il bando per portare i rifiuti all’estero. Questa mattina, con i termini concessi alla Raggi dall’ordinanza scaduti, non scatterà il commissariamento? Non ci sarà un automatismo, sempre per quel filo che ancora non si è spezzato. Un dato: Virginia Raggi non ha presentato ricorso al Tar contro l’ordinanza come invece le ha chiesto una mozione votata in consiglio comunale dalla maggioranza (e la dirigente D’Aprile faticherebbe a firmarlo visto che ha condiviso i lavori della commissione).

Inoltre, due dichiarazioni sono significative. La prima è del presidente della Regione, Nicola Zingaretti: «Verificheremo quanti punti dell’ordinanza sono stati rispettati. Ma non c’è nessun elemento automatico, né la volontà di commissariare il Comune. Lo ripeto, non esistono meccanismi automatici. Noi verificheremo». Tradotto: quanto meno si aspetterà fino a lunedì, cambiano i toni rispetto al “giovedì scattano i poteri sostitutivi”. Tra l’altro, il consigliere regionale grillino Marco Cacciatore, molto critico con l’amministrazione Raggi, osserva: «Se non decide il Comune, che da 5Stelle mi piacerebbe scegliesse dimostrando responsabilità e cogliendo l’occasione di individuare aree non nei territori già massacrati negli anni, lo faranno altri». La seconda frase è quella del capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Giuliano Pacetti: «Sono cresciuto con due massime: è rigore solo quando fischia l’arbitrò e “la partita finisce dopo 90 minuti più recupero”». L’overtime è cominciato e come nel basket la partita della discarica non può finire con un pareggio.
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