ROMA

Roma, da Corso Francia alla Tuscolana: è strage di pedoni

Domenica 12 Gennaio 2020 di Laura Bogliolo
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Via Tuscolana è la strada killer prima in classifica nel 2018. Undici pedoni investiti, quasi tutti sulle strisce pedonali, accanto a scuole. I picchi sono ad agosto (4) e a settembre dove il numero delle persone travolte arriva a 5. Da corso Francia dove sono state uccise Gaia von Freymann e Camilla Romagnoli alla Nomentana dove venne travolto un 17enne. Il dossier di Aci fotografa una città preda di automobilisti che sfrecciano, spesso ubriachi, non rispettano semafori e soprattutto gli attraversamenti pedonali resi invisibili dalla mancata manutenzione e dall’incuria. 

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La precedenza che si dovrebbe dare ai pedoni è una chimera insomma, anche perché la segnaletica è un fantasma, vittima dell’inesistente manutenzione, travolta da quell’asfalto distrutto, sfaldato da una semplice pioggia. E lo dimostrano i numeri del dossier sul 2018: 343 pedoni investiti, in pratica uno al giorno. Roma svetta in cima alla classifica nazionale per le vittime: 57 le persone uccise mentre attraversavano, in aumento rispetto al 2017 quando furono 49. A Milano sono state 24, a Torino 12, 10 a Napoli. In tutta Italia i pedoni investiti e morti sono stati 609, (+1,5%). Venerdì Stefano Alberini, pasticciere, è stato travolto e ucciso a Guidonia da un Smart guidata da una ragazza ubriaca. 
 

 

Via Tuscolana, strisce pedonali scolorite davanti alla scuola media di via Camilla: è un’impresa attraversare, le auto non si fermano. Qui due pedoni sono stati travolti. Dopo via dell’Arco di Travertino, c’è una fermata dell’Atac e di nuovo le strisce pedonali: altri due i pedoni investiti. Strage anche all’altezza della stazione metro Anagnina, ma non dove il VII Municipio ha installato gli attraversamenti con luci a led, quelli che hanno salvato tanti pedoni. Dieci le persone che sono state travolte in via Nomentana, un’altra strada killer dove a ottobre del 2018 è morto Tommaso Mossa, 17 anni. Cinque sono state investite all’altezza di via Zara: anche qui ci sono strisce e addirittura una semaforo. Dieci persone travolte anche in via Portuense: tra le zone più pericolose c’è l’incrocio con via dei Colli Portuensi. Ma si travolgono pedoni anche davanti all’ospedale Spallanzani. Stavano quasi tutti attraversando su strisce pedonali invisibili le 9 persone travolte sulla via Cassia. Sbiadite, cancellate, usurate dal tempo. E per l’incuria mamme, papà, bambini, ragazze finiscono sotto auto e scooter. È accaduto all’altezza di via Formellese, davanti al civico 1600 poco prima sella stazione ferroviaria di La storta, o all’altezza del civico 902 nel quartiere Tomba di Nerone. Secondo i vigili la Cassia è al terzo posto delle strade più pericolose per il numero di incidenti causati da buche e voragini. E cosa dire della Cristoforo Colombo? Sei i pedoni investiti sulla strada killer, così deteriorata che il Campidoglio ha deciso di imporre (rispettato da nessuno) il limite lumaca di 30 chilometri all’ora. 

Sei pedoni investiti anche nella centralissima via Cavour, tutte falciate a settembre del 2018. Dove? L’attraversamento più pericoloso dove si sono registrati più incidenti è quello che migliaia di turisti usano per raggiungere la suggestiva scalinata dei Borgia. Proprio su via Cavour il 6 ottobre il viceprefetto Giorgio De Francesco, 54 anni, è morto investito da un bus turistico. Sei i pedoni investiti anche in via Francesco Tovaglieri: stavolta siamo in periferia, a Tor Tre Teste. Anche qui la colpa è della segnaletica inesistente, martoriata dall’inerzia. Cinque invece è il numero di persone travolte sul lungotevere, definito da molti «l’autostrada del Centro» per l’alta velocità. Lungotevere Ripa è una delle zone peggiori, ma anche lungotevere Arnaldo da Brescia. La denuncia arriva da Francesco Napoletano, avvocato, responsabile nazionale del decoro urbano dell’Associazione Nazionale Tutela Ambiente (Anta) che da anni insieme ad altri residenti e volontari si occupa della manutenzione dei vicini giardini. 
 
Altro “buco nero” è lungotevere degli Altoviti nei pressi di Castel Sant’Angelo dove diversi pedoni in passato sono stati uccisi. Nel lungo elenco di strade killer c’è anche via Ostiense: cinque persone investite, decine di denunce dei comitati dei quartieri per la pericolosità della strada. Tra le ultime vittime un uomo di 52 anni, travolto e ucciso. Spostiamoci a Roma Est, ma l’incuria e l’inerzia sono democratiche a Roma e le strisce sbiadite così come l’alta velocità provocano incidenti in Centro così come in periferia. Cinque i feriti su viale Palmiro Togliatti, altri cinque su via Tiburtina. Inquietante, poi, il numero di persone investite a settembre del 2018: 193, con un record in Centro in via Liberiana (4) davanti la basilica di Santa Maria Maggiore, ma anche a viale Mazzini (4).

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