Roma, il boom delle pistole illegali: due sequestri al giorno nel 2018

Roma, il boom delle pistole illegali: due sequestri al giorno nel 2018
di Camilla Mozzetti
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Sabato 23 Febbraio 2019, 11:21 - Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio, 00:00

Per difesa personale – e qui, tra i principali detentori, ci rientrano soprattutto gioiellieri e commercianti – o per semplice passione sportiva: quella di andare al poligono di tiro e sparare oppure cercare di prendere il piattello al volo. Quale che sia il motivo predominante che si cela dietro al possesso di un’arma, la Capitale svetta per numero di pistole e fucili regolarmente registrati: al 2017 i “pezzi” superavano, infatti, le 250 mila unità. A questi bisogna poi aggiungere il sommerso, ovvero le armi non registrate – tra cui quelle con la matricola abrasa ad esempio – che secondo le stime sarebbero il doppio di quelle denunciate e alimenterebbero un mercato parallelo a quello delle regolari armerie con tariffe e prezzi fissi e pistole che si possono anche noleggiare.

A confermare la presenza – affatto trascurabile –, di un vero arsenale collettivo, l’indice dei sequestri amministrativi compiuti con costanza dalla polizia nell’ultimo anno. I dati più cospicui arrivano dal commissariato di polizia di San Paolo che copre quartieri delicati come Corviale, ma anche Trullo e Magliana. Proprio qui, lo scorso gennaio Andrea Gioacchini, un pregiudicato di 34 anni, è stato freddato da 4 colpi di pistola 7,65 di fronte all’asilo dei figli. Ebbene, in questo fazzoletto di Roma, gli agenti hanno sequestrato nell’ultimo anno 600 “pezzi” tra pistole e fucili e 10 mila munizioni: quasi due armi e 30 proiettili al giorno. «Il dato – spiega il dirigente del commissariato Massimiliano Maset – è pressoché in linea con i sequestri amministrativi svolti in passato, anche se è cambiata la tipologia di coloro a cui è stata sottratta un’arma».

 



Nell’80% dei casi, infatti, il sequestro è scattato per la mancanza dei requisiti morali di chi aveva ottenuto il titolo per il porto d’armi. «Tramite le verifiche ci siamo resi conto – continua Maset – che molti di quelli a cui abbiamo sequestrato una pistola, ad esempio, o un fucile avevano collezionato dei precedenti con la giustizia oppure frequentavano dei pregiudicati. In sostanza avevano cambiato la propria condizione rispetto a quella posseduta al momento del rilascio del titolo per il possesso di un’arma».

Solo nel 20% dei casi, dunque, il sequestro amministrativo è scattato per violazioni burocratiche, come la mancata esibizione del certificato medico attestante la buona salute di chi ha ottenuto il porto d’armi. «In questa categoria – conclude il dirigente di San Paolo – rientrano principalmente coloro i quali possedevano un fucile da caccia». Dopo San Paolo, il territorio in cui ci sono stati i maggiori sequestri è quello di Tivoli: 510 “pezzi” tra pistole e fucili e 10 mila munizioni sono stati recuperati dalla polizia nel corso del 2018. Medaglia di bronzo a San Basilio che lo scorso anno ha totalizzato 135 sequestri di armi e oltre mille munizioni tra cartucce e proiettili.

A sorpresa, avvicinandosi al Centro, 120 tra pistole, fucili, carabine e 2.291 munizioni sono stati recuperati dalla polizia nella zona di Ponte Milvio mentre il commissariato Esposizione (che copre l’area dell’Eur) ha sequestrato 118 “ferri” e 1.484 munizioni. Da segnalare anche le “performance” conseguite nell’area del Flaminio e in quella di Prati. Nel primo caso il commissariato di zona ha recuperato 80 “ferri” tra pistole e fucili e più di mille cartucce e proiettili, mentre nel secondo quartiere oltre alle 25 armi e alle 800 munizioni gli agenti hanno recuperato anche 5 spade.

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