ROMA

Roma, neve a Livata, ma impianti chiusi. Operatori: «Stagione in pericolo»

Domenica 19 Gennaio 2020 di Antonio Scattoni
La neve caduta ha imbiancato monte Livata
Torna la neve a monte Livata, ma è ancora poca e sono sempre chiusi gli impianti dello sci alpino. Stagione a rischio sulla montagna della Capitale e si prospetta lo spettro della stagione 89/90, quando non nevicò a sufficienza e gli impianti restarono chiusi. I fiocchi di neve hanno di nuovo imbiancato i prati e le cime di Livata e anche della vicina Campaegli nel Comune di Cervara, ma i pochi centimetri, se rendono bello e spettacolare il paesaggio, sono nettamente insufficienti per far partire la stagione dello sci alpino e dello sci nordico.
Sul comprensorio di Monna dell’Orso dove c’è la seggiovia e le piste di discesa il livello del manto nevoso è di oltre sette centimetri ed è tutto pronto per accogliere sciatori e turisti, ma occorrono nevicate più copiose per aprire l’impianto e far partire la stagione dello sci alpino. Un vero tracollo per la scuola di sci e di snowboard di monte Livata, una decina di maestri che sono stati costretti a emigrare nelle varie regioni italiane dove si può sciare, lavorare ed insegnare la disciplina sportiva.
 
Ormai tutti hanno il dito puntato sulla mancanza dell’innevamento programmato che può assicurare la partenza della stagione per le festività di fine anno. È andato via da Livata, addirittura, il direttore della scuola di sci, emigrato in Trentino per poter lavorare. «Purtroppo sono stato costretto ad andar via e con me altri maestri – dice Giammaria Orlandi – non c’era la neve, ma solo tanto freddo. Se arriva la neve sufficiente per aprire la seggiovia torno subito a Livata e apriamo la scuola. Speriamo che non sia come la stagione 89/90, quando gli impianti rimasero chiusi per mancanza di neve. Purtroppo sono diversi anni che la neve arriva dopo le vacanze di Natale e questo è negativo e non assicura il buon andamento stagionale. La nostra montagna ha bisogno di una sola cosa se vuole continuare con lo sci alpino che poi traina tutti gli altri settori. Ci vuole l’innevamento programmato, la neve artificiale, altrimenti rischiamo di chiudere bottega».

Senza la neve arrivano anche le disdette: «In famiglia – conclude Giammaria – abbiamo un b&b, fioccano le disdette, tutti vogliono venire solo quando si scia». Situazione critica anche per altri operatori: «Stagione sottotono – dice Maurizio di Orzella Sport - con gli impianti aperti ci sarebbe stata ben altra affluenza, speriamo che arrivi tanta neve, altrimenti sarà una stagione da dimenticare». Meno pessimisti al camping Sisani: «A Natale e Capodanno abbiamo lavorato anche senza neve – dice Stefania Sisani – certo, ora, con gli impianti da sci chiusi si vede meno gente in giro». Sotto tono anche all’emporio: «Abbiamo lavorato bene - dice il titolare Roberto Ciucci - a fine anno, poi, pochissima gente, durante la settimana non viene quasi nessuno. Ci vuole l’innevamento artificiale per assicurare la stagione dello sci, dalla vacanze di Natale fino a quelle di Pasqua e dare certezze a noi operatori». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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