Medici no vax, nuova beffa a Roma: «Non riusciamo a sapere chi sono, impossibile sospenderli»

Medici no vax, nuova beffa a Roma: «Non riusciamo a sapere chi sono, impossibile sospenderli»
di Francesco Pacifico
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Venerdì 31 Dicembre 2021, 08:46 - Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio, 15:49

Antonio Magi voleva chiudere la pratica già prima di Natale. Invece, per sospendere i medici No vax che operano in ospedale e negli ambulatori privati senza essersi immunizzati dal Covid, se ne riparlerà forse a metà gennaio. Nuovo rinvio, anzi nuova beffa per l'Ordine dei medici di Roma, che nonostante abbia ricevuto questo compito dal governo a fine del novembre scorso, non riesce neppure a sapere se i suoi iscritti si sono vaccinati oppure no, come pure impone la legge. Anche perché l'esecutivo - nonostante svariate richieste in questa direzione - non ha ancora dato all'organismo l'accesso all'anagrafe vaccinale, unico strumento per ottenere queste informazioni.

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Soltanto tra Roma e provincia ci sono 46mila medici. Finora l'Ordine della Capitale ha scovato e sospeso soltanto 40 sanitari No vax: 22 di questi si sono ravveduti e hanno fatto prima, seconda e terza dose, mentre gli altri 18, invece, si sono visti in questi giorni recapitare la comunicazione che il loro stop dall'incarico e dallo stipendio era stato prorogato di altri sei mesi. Cioè scadrà il 15 giugno del 2022. Soltanto 40 sanitari non immunizzati, ma - fa sapere Antonio Magi, presidente dell'Ordine di Roma - «il totale molto probabilmente supera il 5 per cento del totale dei miei iscritti». Cioè almeno 2.300 medici che continuano a visitare, a operare e a stare a contatto con i pazienti senza essere vaccinati.

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E il tema nel nostro territorio è molto sentito, come dimostra l'assalto di una quarantina di sanitari No vax, che lo scorso 19 dicembre bloccarono l'assemblea annuale dell'Ordine all'hotel Pineta Palace, dove è dovuta intervenire anche la Digos. Aggiunge Magi: «Dopo che il governo ci ha dato mandato di gestire tutto il procedimento di sanzione, la Privacy ci ha impedito di entrare in possesso dei dati sulle vaccinazioni dei nostri iscritti, in quanto informazioni sensibili. Abbiamo chiesto all'esecutivo di intervenire e l'hanno fatto superando l'ostacolo posto dall'autorità. Ma quando eravamo pronti per partire, abbiamo scoperto che potevano accedere soltanto all'elenco dei medici in possesso di Green pass, non all'anagrafe nazionale vaccinale. A differenza della versione rafforzata, la certificazione base si può ottenere anche con un semplice tampone. Di conseguenza, non sappiamo se i nostri iscritti hanno fatto la terza dose oppure neanche la prima». E questo ha bloccato tutte le operazioni di sospensione. «Aspettiamo - conclude Magi - che il governo risolva il problema. Altrimenti gli Ordini, senza informazioni certe, non possono sanzionare i propri iscritti. Per carità, potremo scrivere a tutti i 46mila medici romani per chiedere se si sono immunizzati o meno, ma come facciamo a controllare 46mila pratiche in pochi giorni?».


NUOVO RECORD
Intanto il Lazio ha registrato un nuovo record sul fronte dei contagiati: ieri sono, a fronte di 85.513 tamponi tra molecolari e antigenici, si registrano 5.843 casi positivi (+595), dei quali 2.872 soltanto a Roma. Più in generale, sono stati 6 i decessi (-4), 1.127 i ricoverati (+57), 150 i posti occupati in terapie intensive (+3) e 1.219 i guariti. Successo, poi, per le vaccinazioni in notturna partite ieri in tre hub: 6mila quelli che si sono presentati al centro dell'Eur, di Tor Vergata e di Fiumicino Lunga Sosta. Oggi somministrazioni fino a mezzanotte anche a Termini e al Palasport di Tivoli. Domani Openday per dosi booster dalle 14 alle 19 presso l'ospedale Sant'Andrea di Roma.

 

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