Roma, sfregio alla fontana dei Leoni di piazza del Popolo. «Basta vandali dei monumenti»

Roma, sfregio alla fontana dei Leoni di piazza del Popolo. «Basta vandali dei monumenti»
di Laura Larcan
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Domenica 28 Aprile 2019, 09:51

L’assalto alle fontane è servito. Una classica giornata di spensierata maleducazione nei confronti del patrimonio di Roma. Lo spettacolo è andato in scena, indisturbato. Complice il sole caldo, il ponte festivo, il fine settimana di vacanza a spasso per il centro. E le povere fontane sembrano subito pagarne le conseguenze. A piazza del Popolo, l’antica Fontana dei Leoni sguarnita di controlli ravvicinata ieri mattina, appariva troppo invitante agli occhi dei turisti festaioli per non essere “assalita”. E il divertimento di arrampicarsi e giocare a cavalcioni dei felini scolpiti in marmo è irresistibile. E via con il far west ludico in spregio al valore di questo patrimonio storico in consegna alla Sovrintendenza capitolina. 

In tre, quattro, cinque, persone contemporaneamente, una cavalcata continua. Gli adulti lasciano andare i bambini, nessun freno, nessuno scrupolo. Signore e signori, benvenuti al luna-park della Fontana dei Leoni. Opera non da poco, visto che è un gioiello nato dall’estro di Giuseppe Valadier nel 1828 a coronamento del progetto della piazza. Dettaglio trascurabile? Ma nessuno li blocca. La piazza è gremita, d’altronde. I turisti in massa si riversano nel cuore del Tridente (è l’unica fermata della metropolitana utilizzabile). Alcuni cestini della spazzatura prendono fuoco, le fiamme si sprigionano tra plastiche e cartacce. Un gioco, una disattenzione? Anche questo avviene alla luce del sole. I rifiuti colano a terra. Si ammucchiano. Tuona il I Municipio. «L’ennesimo gesto vandalico nei confronti di una fontana del centro storico», commenta Cinzia Guido, l’assessore alla Cultura del centro storico. «Una scena che ci ripropone il tema dell’adeguata tutela dei nostri monumenti - continua Guido - anche perché avviene all’indomani dell’offesa arrecata da una turista straniera al Colosseo, dove ha pensato bene di incidere i nomi dei suoi familiari. La frequenza con cui questi episodi si ripetono, ci dice che servono sì controlli più efficaci e misure sanzionatorie severe e immediate nella loro esecuzione, ma che questo non è forse sufficiente». E punta il dito: «Occorre mettere in campo azioni che aiutino i tanti visitatori a cogliere il senso e il valore dei luoghi». Di un intervento urgente alla sensibilizzazione del turista vandalo parlano anche i residenti del centro storico, esasperati: «Ci vuole più educazione - lamenta Viviana Di Capua coordinatrice dell’Associazione abitanti centro storico. «C’è un turismo allo sbando - continua Di Capua - un turismo fai da te che non viene sollecitato a norme di comportamento. Servono più controlli, ma è impossibile avere un poliziotto per ogni turista. Chi si occupa di turismo a livello amministrativo deve comunicare di più sul tema della tutela e della buona educazione».

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