Roma, scoperto a piazza Augusto Imperatore il cippo che segnava il perimetro "sacro" della città di Claudio

nella foto il Cippo pomeriale di travertino ritrovato a piazza Augusto Imperatore (PIRROCCO/TOIATI)
di Laura Larcan
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Venerdì 16 Luglio 2021, 14:43 - Ultimo aggiornamento: 15:41

Quando si dice, notizie dagli scavi. E' riaffiorato intatto, durante i lavori a piazza Augusto Imperatore, nel cantiere vertiginoso intorno al Mausole di Augusto, dopo duemila anni, uno dei cippi monumentali in travertino che l'imperatore Claudio fece erigere per segnare i punti in cui passava il pomerio di Roma, della "sua" Roma, quella messa in opera dopo gli interventi di Servio Tullio, di Silla, di Cesare (ma la cosa è dubbia), e perfino di Augusto (notizia probabilmente falsa). A contare per Claudio, indubbiamente, è stata la vittoria personale in Britannia. Perfettamente conservato, incastonato nel suo terreno d'origine (oggi in piena falda acquifera), scelto dall'imperatore erede di Tiberio e Caligola, quando nel 49 d.C. decise di ampliare il pomerio, ossia quel "limite" perimetrale sacro, civile e militare della città di Roma. Si tratta di un reperto assai raro per l'archeologia romana, che vanta quasi del tutto integra anche l'iscrizione che ha guidato gli archeologi della Sovrintendenza capitolina (lo studio è di Claudio Parisi Presicce), in accordo con la Soprintendenza speciale di Roma, ad attribuirlo con assoluta certezza all'intervento voluto dall’imperatore Claudio.

Roma, scoperto il Cippo del Pomerio dell'imperatore Claudio (Foto di Paolo Pirrocco/Ag.Toiati)

Lo scenario è quello del cantiere di riqualificazione di piazza Augusto Imperatore secondo il progetto vincitore del Concorso internazionale del 2006 da parte del gruppo coordinato dall’architetto Francesco Cellini. Un'area non certo estranea a ritrovamenti archeologici anche perché durante i lavori di sbancamento e scavo sono stati numerosi i reperti riemersi. Il cippo, lungo quasi due metri (per 74 centimenti di larghezza e 54 di spessore) è stato intercettato, ancora ancora infisso nel terreno, durante la messa in opera del nuovo sistema fognario della piazza. Lo si può può ammirare già nella Sala Paladino del Museo dell’Ara Pacis, dove si trova il calco della statua dell’imperatore Claudio.«Si tratta di un ritrovamento eccezionale - ha spiegato la sindaca Virginia Raggi - nel corso del tempo, sono stati rinvenuti solo altri dieci cippi relativi all’epoca di Claudio e il più recente, fino ad oggi, è stato ritrovato nel 1909, dunque oltre 100 anni fa».

«Il cippo non poteva essere lasciato nella sua posizione perché rinvenuto a una quota troppo bassa e in piena falda acquifera - spiega la soprintendente Daniela Porro - ma troverà una sua giusta collocazione museale. Tuttavia, dopo questa scoperta, nella nuova sistemazione di piazza Augusto imperatore sarà evidenziato il punto esatto del ritrovamento»

CHE COS'E' IL POMERIO?

ll pomerio era il limite sacro che separava la città in senso stretto (urbs) dal territorio esterno (ager): uno spazio di terreno, lungo le mura, consacrato e delimitato con cippi di pietra, dove era vietato arare, abitare o erigere costruzioni e che era proibito attraversare in armi. «Le fonti antiche sono contraddittorie sul significato, la funzione e i vari ampliamenti del Pomerio, che oggi consideriamo il recinto sacro che circondava le città latine ed etrusche e al cui interno non si poteva entrare armati né si potevano fare sepolture - aggiunge Daniela Porro - Al Pomerio è legata la leggenda della fondazione di Roma: secondo alcune fonti quando Romolo traccia intorno al Palatino il solco sacro, il Pomerio appunto, Remo lo oltrepassa armato profanando il territorio della città. Una colpa gravissima e per cui deve essere messo a morte».

PERCHE' CLAUDIO VUOLE ALLARGARLO?

L’autore dei cambiamenti si pone come “nuovo fondatore” della città. «L’allargamento del Pomerio cioè del territorio cittadino aveva un preciso significato e non solo simbolico, ma funzionale ad accogliere nuovi cittadini», avverte Daniela PorroProprio per la sua importanza e per i suoi significati, il pomerio veniva modificato molto raramente. Seneca, parlando dell’ampliamento effettuato da Claudio, menziona Silla come unico precedente. Tacito cita anche Giulio Cesare. Altre fonti ricordano ampliamenti di Augusto, Nerone e Traiano e Aureliano. Ed è proprio questo che, con l’andamento segnato dai suoi cippi, fa Claudio, dopo la conquista della Britannia: rivendica l’ampliamento dei confini del popolo romano, in una visione articolata, che pur segnando il territorio non guarda solo ad esso, ma consente di comprendere sguardi politici, filosofia, strategia, perfino ambizioni. «Fu una decisione anche contrastata - racconta Daniela Porro - perché, come ha spiegato in un saggio lo storico Andrea Giardina, che è membro del Comitato Scientifico della Soprintendenza Speciale di Roma, questo atto si inseriva in una più ampia politica dell’imperatore, osteggiata dal Senato. Giardina ha messo in rilievo come l’allargamento del territorio dell’urbs fosse connesso al proposito dell’imperatore di estendere la cittadinanza romana anche alla Gallia Comata, dove peraltro era nato».

CHE COSA E' INCISO SUL POMERIO?

Claudio, secondo la formula di rito, viene ricordato con i suoi titoli e le sue cariche e rivendica l’ampliamento del pomerio, non menzionando territori conquistati, ma sottolineando l’allargamento dei confini del popolo Romano. Ciò significa quindi allargamento del confine fisico, ma può indicare anche l’ingrandimento del corpo civico, con l’estensione della cittadinanza romana alle élites (primores) della Gallia. «Per gli epigrafisti sarà emozionante ritrovare l’iscrizione pomeriale in cosi buono stato - conclude Daniela Porro - con le particolarissime lettere claudiane, in questo caso il digamma inversum o più semplicemente la effe rivoltata (Ⅎ) per rappresentare il suono della w».

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