Roma, il racket delle case occupate. «C’è una talpa in Municipio»

Dalla Magliana a Cinecittà: indagini sui raid nei palazzi degli enti privati

Roma, il racket delle case occupate. «C è una talpa in Municipio»
di Alessia Marani
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Lunedì 15 Novembre 2021, 00:31

Dalla Magliana a Cinecittà Est, da Don Bosco alla Romanina. Un appartamento su tre di proprietà di enti privati è occupato. Ci sono bande che si spartiscono intere vie e quartieri, ciascuna con i propri addentellati nei condomini e persino negli uffici municipali. Spie che dietro una “congrua” remunerazione avvisano, di volta in volta, quando una famiglia “ha bisogno” e una abitazione viene liberata e, nell’attesa di una nuova assegnazione, danno il via ai raid, con tanto di muratori e fabbri che, nottetempo, scardinano serrature e abbattono portoni per consentire agli abusivi di entrare. 

 

LE INCHIESTE

Ci sono inchieste partite dai commissariati Tuscolano e Romanina che hanno già portato ai primi arresti. E la Procura di Roma, dopo l’occupazione lampo della casa dell’anziano Ennio Di Lalla, che lui aveva riscattato in via Pasquale del Giudice a Don Bosco, sta acquisendo ulteriori informazioni da fare confluire in un nuovo fascicolo. Il faro degli investigatori è puntato su alcune ondate di occupazioni “anomale” e più recenti. Quelle che hanno portato diverse famiglie di nazionalità sudamericana, cilene e peruviane, a occupare numerosi appartamenti nei palazzi di viale Ciamarra e via Francesco Gentile, mentre altrove, come in via Sante Vandi, a occupare risultano prevalentemente cittadini di nazionalità romena e moldava. 

Solo coincidenze? Difficile pensarlo. La pista di chi indaga è che gruppi ben strutturati si dividano strade e zone di influenza, approfittando di ganci tra le comunità straniere e di talpe interne agli apparati comunali, ossia persone in grado per la loro influenza di reclutare potenziali occupanti, per esempio, tra coloro che si rivolgono ai Municipi per chiedere un alloggio. In aggiunta o in alternativa al fare la domanda per una casa popolare, verrebbe prospettata loro la “scorciatoia”. 

IL MECCANISMO

Un business, il racket delle case, redditizio alla stregua di altri affari criminali come il traffico della droga e delle estorsioni. Un investigatore di lungo corso spiega che «per ogni casa occupata l’abusivo è disposto a pagare dai 4 ai 10mila euro, ossia poco o niente rispetto alla prospettiva di non pagare l’affitto o il mutuo per anni». A occupare non sono solo gli italiani spesso con guai con la giustizia a cui le organizzazioni criminali, a modo loro, assicurano un alloggio spesso tra i palazzi di proprietà dell’Ater e assegnati dal Comune. 

Il meccanismo riguarda stabili di proprietà degli enti anche in via Pietro Marchisio e in via Libero Leonardi, in via Flavio Stilicone e in via Calpurnio Fiamma. Occupazioni si sono registrate anche tra il Trullo e la Magliana. Blitz dopo blitz, negli anni, nella sola Cinecittà Est si contano una media di un appartamento su tre occupato illegalmente. Pochi i casi agenti e carabinieri sono riusciti a intervenire nell’immediato, magari dietro la segnalazione di un inquilino. Soprattutto, nonostante l’occupazione sia un reato considerato «permanente», quasi mai l’autorità giudiziaria decide di procedere in flagranza. 

MULTE DA 300 EURO

I tempi per lo sgombero diventano biblici e destinati a fermarsi in presenza di anziani o bambini malati. Non solo. I procedimenti finiscono perlopiù davanti al giudice di pace, in coda ai casi “minori”. L’articolo 633 del codice penale, infatti, prevede che «chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da euro 103 a euro 1032». Insomma, come a dire, da parte di chi, nel peggiore dei casi dovesse essere mandato via: «Tante grazie dell’ospitalità e arrivederci». 
 

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