ROMA

Occupazioni a Roma, dallo Spin Time al Cinema Palazzo: sgomberi al palo

Venerdì 5 Giugno 2020 di Marco Pasqua
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Occupazioni a Roma, dallo Spin Time al Cinema Palazzo: sgomberi al palo

Otto mesi dopo l’occupazione del Cinema Palazzo, nell’aprile del 2011, nel cuore di San Lorenzo, viene firmato il decreto di sequestro preventivo dello stabile, in piazza dei Sanniti. Ma da allora, nel palazzo di due piani, per mille metri quadrati di superficie, gli occupanti, riconducibili alla galassia di Action, hanno continuato ad agire indisturbati. E a commettere reati.

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L’ultimo, quello del furto di energia elettrica. Perché dopo le denunce della proprietà, la Area Domus, la società Areti, insieme alla polizia, aveva provveduto, a febbraio, a staccare la corrente. Che, in meno di 24 ore, è stata riallacciata, abusivamente. In più di una occasione, i leader dell’antagonismo romano hanno messo a punto, tra queste mura, le strategie di “piazza” e di protesta, incontrandosi con altri movimenti italiani.

Qui si vede spesso l’ex Br, Barbara Balzerani che viene a trovare l’amico Nunzio D’Erme, già consigliere comunale e leader delle occupazioni. «Ti sei pure divertita...», le disse una volta D’Erme, durante un dibattito in cui si esaltarono pubblicamente gli anni della lotta armata e le Brigate Rosse. L’ufficiale giudiziario ha bussato alla porta di questo ex Cinema per 26 volte, tante quante sono state le ordinanze di sgombero: ma in nessun caso la Questura ha concesso l’uso della forza pubblica, necessario per ripristinare la legalità.

Per l’occupazione della struttura – non si contano le denunce presentate invano dalla Area Domus (che deve fare anche i conti con il sostegno istituzionale agli occupanti, dalla presidente del Municipio, Francesca del Bello, al vice-sindaco, Luca Bergamo) è ancora in corso il processo che vede imputate 12 persone, da Sabina Guzzanti all’ex deputato del Pd Marco Miccoli.

Ma il centro sociale che può vantare il maggior numero di endorsement istituzionali, è sicuramente lo Spin Time, all’Esquilino. Qui sono di casa i presidenti dei municipi dell’VIII, Amedeo Ciaccheri, e quella del primo, Sabrina Alfonsi; ma, soprattutto, questa occupazione è l’unica a poter vantare un intervento dell’Elemosiniere del Papa (nel maggio dello scorso anno), per riallacciare la corrente, dopo il distacco per morosità. Sottratto nel 2013 da Action alla Investire Sgr, è stato trasformato – oltre che in alloggio per 200 famiglie (che pagano affitti in nero ai leader dell’occupazione) – in discoteca, sala prove per i musicisti, scuola di ballo e via dicendo. Tutte attività a pagamento.
 


Qui vengono registrati due fatti drammatici: nel gennaio del 2015, un nigeriano viene trovato morto (l’autopsia chiarirà che si è trattato di un decesso per cause naturali); l’anno dopo, a marzo, un marocchino si toglie la vita. Lo scorso Capodanno, incassi a 4 zeri grazie al party con migliaia di persone (con vendita di alcol senza permessi e spaccio di droga, anche a minori). Dopo il riallaccio della corrente, questa non è mai stata pagata: né gli arretrati (circa 300mila euro) e né quanto consumato dopo il blitz vaticano. Altra occupazione firmata Action è in viale delle Province, 196: palazzo sottratto alla proprietà nel 2012.

La Questura ha segnalato diversi episodi delittuosi tra cui «uno stupro, aggressioni, liti, presenza di spaccio di sostanze stupefacenti». Spaccio che si riscontra anche nello stabile di via Tiburtina 1250: occupato nel 2016 da 50 rom, nonostante le denunce della proprietà, è inaccessibile alle forze dell’ordine, anche per le attività criminali che qui vengono portate avanti dagli abusivi (in collegamento con la piazza di San Basilio). In via Mattia Battistini 113, dal 2013, vivono circa 400 persone: vendita di merce contraffatta e spaccio di droga sono all’ordine del giorno, come riportato anche dalla Questura.

L’Acrobax, nel quartiere Marconi, occupato dal 2002 (con un decreto di sequestro preventivo datato 2003), punta tutto sulle feste abusive con ingresso a pagamento, denunciate in più di una occasione ai residenti. E’ questa, una delle realtà inserite nella lista dei 23 stabili da sgomberare, secondo il report, datato luglio 2019, del prefetto, Gerarda Pantalone. Ma anche qui, nonostante gli abusi (e i mancati introiti da parte del Comune, legittimo proprietario dello stabile di via della Vasca Navale), gli occupanti agiscono indisturbati, senza che nessuno si decida a mettere fine a questa situazione di illegalità. 

Ultimo aggiornamento: 23:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA