ROMA

«Bimbo moroso a mensa»: il nome sul sito del Comune

Sabato 25 Maggio 2019 di Pier Paolo Filippi
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«Bimbo moroso a mensa»: il nome sul sito del Comune

Chi non paga le retta della mensa scolastica del proprio figlio o della propria figlia rischia di ritrovarsi alla berlina sul sito internet del Campidoglio. E in alcuni casi, a subire la gogna, può essere lo stesso bambino. Succede a Roma, dove il Comune, a distanza di 8 mesi, è incappato nello stesso errore, pubblicando sull'albo pretorio, quindi anche sul sito internet, un atto di ingiunzione al pagamento senza oscurare il nome del bimbo, un piccolo di nazionalità italiana la cui unica colpa è quella di avere una madre che non ha saldato le rate della refezione, in tutto 811 euro per il servizio mensa dello scorso anno scolastico 2017-2018. Essendo la donna irreperibile - la residenza annotata all'anagrafe è un indirizzo fittizio, via Modesta Valenti 81A - l'ingiunzione fatta dal Municipio XI è stata pubblicata sull'Albo pretorio. L'atto, inoltre, contiene ulteriori riferimenti che permettono l'identificazione del piccolo, come il codice fiscale del genitore e il nome della scuola che frequenta. Sulla vicenda, l'Autorità garante della privacy aprirà un'istruttoria d'ufficio.

LE NORME
La pubblicazione del nome e cognome del bambino, dicono dall'Authority, viola chiaramente le leggi sulla privacy, che per i minorenni sono particolarmente rigide, a maggior ragione quando i diretti interessati fanno parte di nuclei familiari in situazione di particolare disagio. Infatti, la normativa vigente sottrae espressamente al regime di trasparenza amministrativa gli atti dai quali possa desumersi la condizione di particolare fragilità economico-sociale della persona. Sulla vicenda si è già attivato anche il Garante dell'infanzia della Regione Lazio, l'avvocato Jacopo Marzetti. «È un episodio grave dice Marzetti - Mai, in nessun caso, il nome di un minorenne può essere pubblicato, perché sono soggetti che godono di tutele speciali, e questo vale ancora di più se si tratta di situazioni di disagio». Marzetti ha già informato il difensore civico e ha scritto al Campidoglio chiedendo di eliminare immediatamente il nome del bambino.

Ma il problema non riguarda solo i minorenni. Anche il nome dei genitori, trattandosi di persone che verosimilmente si trovano in condizioni di difficoltà, non andrebbero diffusi, come sottolineano dall'Autorità per la tutela dei dati personali. Invece ieri sul sito del Campidoglio, fortunatamente almeno in questi casi senza le generalità dei figli, sono stati pubblicati i solleciti relativi a una decina di persone, tutti genitori di bambini che frequentano materne ed elementari, che devono alle casse capitoline cifre che vanno dai 300 agli 800 euro circa per rate non saldate. Mamme o papà, spesso soli, che dunque hanno avuto la sorpresa di vedere sul sito del Comune il proprio nome accanto alla parola moroso, con tanto di codice fiscale e nome della scuola frequentata dal bambino o dalla bambina. Informazioni che, secondo il garante, non andrebbero assolutamente diffuse.

DATI DA COPRIRE
Tornando al caso del bimbo della materna, come spiegano dall'Autorità garante della privacy, gli uffici capitolini avrebbero dovuto in ogni caso coprire i suoi dati personali su tutti gli atti pubblici che la riguardano. Come accaduto nel caso avvenuto lo scorso ottobre, quando venne pubblicato il nome di una bambina di 9 anni, il Garante chiederà spiegazioni a Campidoglio e Municipio XI, sperando che questa volta siano realmente prese le misure necessarie a impedire che simili episodi si ripetano.
 

Ultimo aggiornamento: 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA