ROMA

Roma, anziano molesta bimba di 11 anni in ascensore: il papà lo blocca sul pianerotto e lo fa arrestare

Giovedì 6 Febbraio 2020 di Valentina Errante
La campanella che suona e Carla che corre veloce a casa, come avviene tutti i giorni. La sua scuola è così vicina che la ragazzina può andare da sola, anche se ha solo 11 anni. E invece è in quel brevissimo tratto di strada, nei pochi metri che la separano dal portone, sulla stessa via, che viene adocchiata e seguita da un uomo. Un uomo che potrebbe essere suo nonno: ha 70 anni. Carla (il nome è di fantasia) non si accorge di nulla. Apre il portone del palazzo e si dirige verso l'ascensore. Lui la segue. Poco dopo, Carla si troverà faccia a faccia con l'uomo.
Quando le porte si chiudono, non può scappare: il settantenne è salito insieme a lei in ascensore. L'uomo la palpeggia, la bambina grida più forte che può. Ma l'anziano riesce a fuggire. Alla fine, è il papà della giovane vittima, che sta aspettando la figlia al pianerottolo, a bloccarlo. E sul posto arriva la polizia.

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È successo venerdì scorso a San Basilio. Il provvedimento di fermo disposto degli agenti è già stato convalidato: custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata. Nessun precedente per il settantenne, il casellario giudiziario dell'indagato è pulito, ma il sospetto degli inquirenti è che già in passato l'uomo possa essere stato protagonista di analoghi episodi e non sia stato identificato. Sembra che abbia problemi mentali. Le verifiche per stabilire se possa essere stato l'autore di altre molestie sono ancora in corso.
Quando Carla arriva a casa non si accorge di essere seguita, entra in portineria e alle sue spalle arriva lo sconosciuto. Non è chiaro se l'uomo abbia seguito la bambina nell'androne o abbia approfittato di un altro condomino che, uscendo, lo ha fatto entrare. L'ascensore è appena arrivato, Carla entra, l'anziano è dietro di lei, non appena spinge il bottone per salire l'uomo comincia a palpeggiarla. Cinque piani. Un tempo infinito. La piccola grida. La sentono tutti, anche il papà che apre la porta di casa. Quando l'ascensore si ferma, lui è lì, Carla sta singhiozzando, il papà fa appena in tempo a capire. Le porte dell'ascensore si sono già chiuse e l'uomo che ha molestato sua figlia è fuggito. Allora corre per le scale il più veloce possibile. Arriva in portineria, blocca il molestatore, ma il suo pensiero torna alla figlia che è rimasta sola a casa. Affida l'uomo ai vicini che, sentendo le urla, sono usciti di casa. Torna indietro, al quinto piano, per accertarsi che la sua piccola stia bene. Vuole rassicurarla, lei è ancora stordita, terrorizzata. Non ha smesso di piangere. La stringe forte, le giura che quell'uomo cattivo sarà arrestato. Si ferma appena pochi minuti, il tempo necessario per essere certo che tutto vada bene: «Torno subito», le dice. Poi il papà di Carla torna in portineria. Non ha ancora fatto in tempo a chiamare la polizia. Quando arriva, il maniaco, lasciato in custodia a una donna, è riuscito a divincolarsi e a fuggire. L'uomo lo avvista da lontano. Comincia la corsa in strada. Si dirige verso la scuola, tenta di confondendosi tra la gente che si affolla davanti all'istituto. Sono trascorsi solo pochi minuti dall'orario di uscita dei bambini. Il padre di Carla grida. Ancora lontano, urla a tutti i genitori, che sono davanti al cancello, di fermare quell'uomo. Alla fine, qualcuno lo blocca. I bidelli chiamano la polizia.
Dopo il fermo, i pm Maria Monteleone e Claudia Alberti hanno chiesto e ottenuto la convalida e la custodia cautelare in carcere per l'uomo, accusandolo di violenza sessuale aggravata dall'età della giovane vittima.
Val. Err.
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