Roma, beffa Atac: crolla il valore della pubblicità sui bus, persi 600mila euro

Roma, beffa Atac: crolla il valore della pubblicità sui bus, persi 600mila euro
di Pier Paolo Filippi
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Lunedì 3 Febbraio 2020, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 09:42

Malgrado l'arrivo di nuovi autobus, continua a scendere il valore della pubblicità sui mezzi dell'Atac. Autobus, filobus e tram sono diventati vetrine sempre meno attraenti per le aziende che vogliono promuovere i loro prodotti. È uno degli effetti collaterali della crisi dell'azienda di trasporti, che negli ultimi anni ha visto scendere in picchiata i ricavi generati da questo settore, anche alla luce dei continui disservizi, tra guasti ai mezzi, attese infinite, e un incremento esponenziale di bus che vanno in fiamme. A testimoniarlo, l'ultima gara per l'affidamento in concessione a fini pubblicitari degli spazi, esterni e interni, delle vetture in servizio sulla rete urbana di Roma, bandita dall'azienda di trasporto il 20 gennaio. L'importo posto a base della procedura infatti è pari a 3.646.000 euro, circa il 15 per cento in meno rispetto a quanto ricavato dalla precedente gara nel 2015, ovvero 4.211.000 euro. Una situazione che è conseguenza del cattivo stato del parco mezzi. A metterlo nero su bianco è il direttore generale, Paolo Simioni, nel provvedimento di indizione della gara d'appalto.

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«Le vetture-km prodotte sono diminuite negli ultimi anni (dal 2015 al 2018: -11,89%) e l'incremento registrato nei primi mesi dell'anno in corso non è tale da recuperare il gap scrive - Nonostante l'incremento del parco mezzi, il valore dell'asset è diminuito rispetto al passato, sia in termini quantitativi che in termini di appetibilità per gli investimenti pubblicitari». Inoltre, malgrado «i presidi dell'azienda si registrano continui episodi di vandalismo sulle vetture in deposito, che comportano rilevanti costi di sostituzione delle pellicole per il concessionario». Alle cause endogene all'Atac se ne aggiungono altre legate alla gestione della capitale, dove la crisi del settore è anche responsabilità dell'amministrazione pentastellata. «Il mercato pubblicitario a Roma, per quanto riguarda il segmento outdoor, è peculiare spiega il Dg citando uno studio della Nielsen - gli investimenti a Roma dal 2008 si sono contratti di circa il 60%, a fronte di una riduzione del 35% a Milano. Le ragioni sono da individuarsi nel contesto ambientale romano, caratterizzato da una situazione di profondo degrado e sovraffollamento, che non è stata ancora sanata in quanto il Piano regolatore degli impianti pubblicitari è rimasto inattuato e il Comune tarda a pubblicare l'annunciata gara».

IL FATTORE ABUSIVISMO
La proliferazione indiscriminata di impianti pubblicitari abusivi, insomma, a Roma sta facendo perdere valore a tutto il settore. Già a fine 2017, alla scadenza dell'appalto di concessione pubblicitaria per bus e tram affidato alla IgpDecaux nel 2015, la gara andò deserta. E la stessa IgpDecaux aveva accettato di proseguire la sua attività di concessionaria solo con una consistente riduzione del canone da 4,2 a 3,6 milioni - e un aumento degli spazi in concessione. Oggi, dopo due anni, arriva la nuova gara, con la quale Atac ha ridimensionato le sue pretese abbassando il valore del canone per il vincitore. Il 20 febbraio, termine per le offerte, si saprà se sarà sufficiente per evitare l'ennesima gara deserta.

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