Agguato alla Magliana, dopo due anni a Roma tornano i regolamenti di conti

Giovedì 10 Gennaio 2019 di Marco De Risi
Un agguato quello di stamattina alla Magliana che rischia d’incrinare la presunta pax criminale che regna da quasi due anni in città. Il killer che spara in testa ad Andrea Gioacchini, davanti all’asilo nido, recita un tetro copione che da tempo non si ripeteva nei quartieri romani. L’ultimo agguato mortale è quello del 28 aprile di due anni fa, in una stradina a Giardinetti, periferia del Casilino.

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L’albanese Gasper Reci 43 anni, torna a casa. La figlia piccola lo saluta dalla finestra. Sono gli ultimi attimi di vita dello straniero. Una Smart con a bordo due killer lo affianca e lo uccide con diversi colpi di pistola alla testa. L’uomo crolla sul cemento davanti ad una pianta di rose. Un omicidio ancora irrisolto. L’albanese, secondo gli inquirenti, aveva scalato le gerarchie del crimine, fino a diventare uno che conta. Nella sua abitazione vengono trovati 100.000 euro in contanti nascosti in un armadio. Dall’omicidio dell’albanese, forse grazie alle inchieste ed agli arresti eccellenti, Roma sembrava cambiata. Sembravano finite le esecuzioni che con tragica cadenza avvenivano ravvicinate una dall’altra. Al Casilino in questi anni si sono registrati diversi omicidi, tutti dalle modalità feroci. Non c’è mai stato scampo per la vittima prescelta che è caduta sotto un fuoco da distanza ravvicinata.

Poi, ci sono stati gli arresti recenti del clan Cordaro, protagonista indiscusso del traffico di droga del Casilino. Non solo, gli inquirenti hanno anche arrestato Michele Senese, il boss di camorra, che, secondo i pentiti, poteva contare su un esercito che controllava il Tuscolano ed il Casilino. Faide, agguati, esecuzioni sembravano essere finite. Invece, stamattina, c’è stato un tragico ritorno al passato. Un killer vestito di nero affianca Andrea Gioacchini che è nella sua auto e apre il fuoco. Sembra una scena di ”Romanzo Criminale”, purtroppo è la realtà.
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