Scuola, ecco i pidocchi. Gli esperti avvertono: «Picco fino a dicembre»

Sabato 21 Novembre 2015 di Camilla Mozzetti
«Questa Dirigenza ha ricevuto comunicazione da parte di una famiglia di classe prima della diffusione di pediculosi. Si raccomanda urgentemente ai genitori di effettuare un accurato controllo e di non mandare i figli a scuola se afflitti da questo fastidioso problema al fine di evitare una diffusione incontrollata». È datata 9 novembre, la circolare diramata alle famiglie dal liceo Scientifico e istituto professionale Croce-Aleramo in viale Battista Bardanzellu 7, IV municipio. Puntuali, come lo squillo della campanella, a entrare in classe ogni anno non sono soltanto alunni e professori. Ci si mettono anche i pidocchi e un istituto su tre, nella Capitale, da settembre a oggi, ha registrato almeno un caso di pediculosi, ovvero la parassitosi provocata proprio da quei piccoli animaletti scuri, grandi come la cruna di un ago. Dal centro alla periferia, la diffusione è democratica: non c'è quadrante a Roma che riesca a tenere lontano questi piccoli parassiti. E le stime parlano chiaro: soprattutto tra settembre e dicembre, analizzano dall'Unità operativa Epidemiologica dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, l'incidenza aumenta del 10% rispetto ai mesi invernali.

LE SCUOLE

Conti alla mano, soltanto nella Capitale, ogni anno circa 90mila bambini sotto i 6 anni e 60mila tra i 6 e i 12 anni, iniziano a grattarsi la testa, proprio a causa dei pidocchi, quando sono a scuola. E proprio nell'ultimo mese più di 15 istituti sono stati colti da piccoli focolai. Si va dalla scuola d'infanzia Principe di Piemonte alla scuola media di piazza Giuseppe Gola. E ancora: la scuola media via Latina 303, l'istituto comprensivo Fratelli Brandiera e Angelica Balabanoff, fino alla De Curtis, all'istituto comprensivo via D'Avarna, alla scuola media Salvatore Pincherle e all'istituto comprensivo via Laurentina 710. Molte scuole, in accordo con le Asl territoriali, stanno provvedendo, come da prassi, alle campagne informative per allertare le famiglie sulle procedure da seguire sia per prevenire casi di pediculosi sia per trattare il fenomeno. Fenomeno che, pur diffondendosi con estrema facilità proprio in ambienti scolastici, non fa sconti al resto della popolazione.

I CONSIGLI

«Questi parassiti - spiega Paola Rosati dell'Uo Epidemiologica del Bambino Gesù - essendo presenti per natura nel nostro quotidiano da millenni prolificano più facilmente in ambienti chiusi come le scuole ma non esistono fasce d'età esenti dal fenomeno». Bisogna, inoltre, sfatare dei falsi miti, a partire dalla credenza per cui «i pidocchi siano provocati dalla scarsa igiene o portati da cittadini extraeuropei» o che questi parassiti possano veicolare altre infezioni, come il tifo: «Non è stato mai dimostrato - conclude la Rosati - per il pidocchio dei capelli ed è descritto invece per quello del corpo (un altro parassita simile) la cui infestazione è estremamente rara». Debellarli non è semplice ma di certo non impossibile. Basta uno shampoo a base di piretro che uccide i pidocchi e interrompe la proliferazione delle uova. Generalmente si consiglia di ripetere lo shampoo dopo 7-8 giorni per eliminare eventuali residui.

Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 08:46

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