Sara strangolata e data alle fiamme dall'ex: chiesto risarcimento di 5,7 milioni

Lunedì 10 Aprile 2017
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Sara Di Pietrantonio e Vincenzo 
Paduano in una foto tratta dal profilo Facebook della ragazza
Un risarcimento totale di 5 milioni e 700 mila euro. È la cifra chiesta dalle parti civili nel processo con rito abbreviato nei confronti di Vincenzo Paduano che il 29 maggio dello scorso anno uccise e poi diede alle fiamme la sua ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio. In particolare l'avvocato Stefania Iasonna, legale di parte dei familiari della ragazza, ha chiesto un risarcimento di 1 milione e mezzo per la mamma della ragazza e circa 3 milioni e 200 mila euro in favore di zii e cugini di Sara. La parte civile ha, inoltre, chiesto una provvisionale di 900 mila euro di cui 500 mila in favore della madre. Dal canto suo l'avvocato Nicodemo Gentile, difensore del padre della ragazza, ha sollecitato un risarcimento di un milione di euro.

Nel corso dell'udienza hanno preso la parole anche le altre parti civili. L'associazione «Differenza Donna», rappresentata in giudizio dall'avvocato Teresa Manente, ha chiesto che «venga liquidato simbolicamente solo con 1 euro il danno, ritenendo che il risarcimento - è detto in una nota - debba essere rappresentato da una sentenza che riconosca i crimini commessi da Paduano come gravi violazioni dei diritti fondamentali di Sara in quanto donna». Per l'imputato la procura di Roma ha sollecitato l'ergastolo per il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla minorata difesa e dai futili motivi.
Ultimo aggiornamento: 11 Aprile, 12:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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