ROMA

Roma, il padre di Nicole uccisa dall'ex compagno: «Solo ostacoli per dedicarle un monumento»

Giovedì 2 Novembre 2017 di Laura Bogliolo
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Questa è la storia della battaglia di un papà armato solo di disperazione contro la burocrazia. Alza le spalle per scacciare il collasso dell'anima che lo minaccia a ogni respiro quando parla di Nicole, uccisa a 23 anni il 16 novembre del 2015 da un colpo di pistola alla testa sparato dall'ex compagno Yoandris Medina Nunez. «Mia figlia dice Gianni Lelli - non sarà al mio fianco quando morirò. Voglio quel monumento per ricordare tutte le vittime di femminicidio e la mia Nicole: il suo assassino potrebbe uscire di prigione tra vent'anni, quando Nicole sarebbe stata una mamma». Gianni sfoglia decine di richieste di autorizzazioni che l'hanno accompagnato nel tour del dolore tra gli uffici di V Municipio, Dipartimento Tutela Ambiente, Sovrintendenza. Da aprile del 2016 si è scontrato con rifiuti e silenzi. Lui lo chiama «monumentino»: un po' per affetto, un po' perché il progetto originario è stato modificato. Via il cuore, via i gradini del basamento. «Eppure è tutto a nostre spese» sottolinea seduto al tavolo della cucina di un appartamento del Collatino. La struttura dovrebbe sorgere nel parco Achille Grandi «dove mia figlia giocava da bimba».

Da una cartellina sbucano fotocopie di strani monumenti: «In Italia ci sono installazioni dedicate al suicidio dei tonni, all'olio balsamico. Solo due contro il femminicidio». A novembre del 2016 il Dipartimento Tutela Ambientale ha negato l'autorizzazione perché le radici dei pini del parco si potevano rovinare e perché il monumentino poteva diventare un «riparo per sbandati». A gennaio si impone che la struttura debba «integrarsi armonicamente con il contesto urbanistico» e non deve avere riferimenti «ad personam». In pratica, questo padre che non riesce a smettere di piangere avrebbe dovuto realizzare un monumento in ricordo della figlia senza incidere il suo nome. «Nessuno mi aveva detto che per dedicare un monumento devono passare dieci anni dalla sua morte, il V Municipio mi ha appoggiato eppure ci sono state difficoltà incredibili».

GLI INTOPPI
Alla fine è arrivato il nullaosta della Sovrintendenza: scelti il colore e la frase da incidere: A Nicole Lelli e a tutte le vittime di femminicidio. A luglio pure la delibera del Municipio. Ora il Campidoglio deve chiedere l'autorizzazione alla Prefettura. «Il 7 novembre aggiunge - c'è l'appello del processo, in primo grado Yoandris Medina Nunez è stato condannato soltanto a 20 anni perché ha scelto il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena, gli hanno concesso anche le attenuanti generiche: ho paura che la pena in appello possa essere ridotta, sarebbe devastante, lo chiedo nel rispetto e nell'autonomia dei giudici». Gianni ha scritto ai parlamentari per chiedere che non venga applicato il rito abbreviato nel femminicidio. Ha inviato 950 copie del libro di Nicole. «Non sa quanto è complicato inviare qualcosa ai senatori...».

 

Ultimo aggiornamento: 22:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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