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Roma, i compagni gli rubano le chiavi in classe e svaligiano casa: la refurtiva rivenduta fuori scuola

Roma, i compagni gli rubano le chiavi in classe e svaligiano casa: la refurtiva rivenduta fuori scuola
di Marco De Risi e Michele Galvani
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 22 Novembre 2017, 08:03 - Ultimo aggiornamento: 14:34

Il piano, diabolico, era praticamente perfetto: rubare le chiavi del compagno in un momento di confusione, gettarle dalla finestra della classe a un complice. Fare il calco, rimetterle a posto. Qualche giorno dopo il furto nell'appartamento del ragazzino. Soldi facili. Ma i baby-ladri commettono un errore, gravissimo: cercano di rivendere parte del materiale trafugato dalla casa, un cellulare in particolare, fuori dalla scuola. Protagonisti tre adolescenti (15, 16 e 17 anni), adesso tutti indagati per concorso in furto e ricettazione, che frequentano l'istituto agrario Giuseppe Garibaldi in via Ardeatina 524. Irreperibile, per ora, il maggiorenne, uno straniero che insieme ad uno degli studenti fa uso di droghe ed è dedito allo spaccio. La scorsa settimana gli agenti del commissariato Spinaceto, diretto da Claudio Cacace, ricevono una denuncia di furto in un appartamento in via di Setticamini: qualcuno si era introdotto in casa di una famiglia senza lasciare segni di scasso ed aveva portato via gioielli, pc, soldi e un telefonino di ultima generazione.

LE INDAGINI
Le indagini portano subito nella scuola e gli agenti scoprono che un ragazzo era diventato lo spacciatore di un maggiorenne pregiudicato, a sua volte spacciatore. Insomma, lo studente fa uso di droghe ed è questo che fa da collante tra i due. Lo straniero propone al ragazzino l'affare: «Prendi le chiavi di casa, io le copio e facciamo un furto facilissimo». L'adolescente accetta. E si fa aiutare da due compagni di scuola, tra cui una ragazzina. Tutto fila liscio. Le chiavi gettate dal finestrone, la corsa dello straniero a farne una copia, la vittima probabilmente distratta dai complici, il furto rapidissimo. Ma i ragazzi devono piazzare la merce: e invece di cercare acquirenti fuori zona, provano a vendere alcuni pezzi fuori dal Garibaldi.

LA SCOPERTA
Pochi giorni dopo il blitz subìto in casa il ragazzino, che non immaginava minimamente che gli autori del furto potessero essere suoi compagni, a fine lezione esce di classe e non crede ai suoi occhi: alcuni oggetti di casa sua erano nelle mani dei suoi (presunti) amichetti. Che stavano trattando il prezzo con altri ragazzini. Il dettaglio decisivo è il telefonino, che lui riconosce subito. Lì per lì non dice nulla, torna a casa e racconta tutto ai genitori. A questo punto la famiglia si rivolge al commissariato e scattano le indagini che in poche ore portano a tre ladri. L'attenzione ricade in particolare su uno di loro, dedito all'uso di sostanze stupefacenti. I tre crollano e ammettono il reato. Vengono indagati per concorso in furto e ricettazione. Adesso manca la vera mente del colpo. La polizia sta battendo diverse zone, tra Eur e Marconi, dove avvenivano gli scambi di droga. Non è escluso che sia l'inizio di una nuova, triste, moda adolescenziale. Le indagini potrebbero allargarsi.
 

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