Droga e pedofilia, quattordici in manette: smantellato un traffico internazionale di stupefacenti

Mercoledì 25 Maggio 2016 di Marco De Risi
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«Si, va bene, sono d’accordo: se mi dai la cocaina ti faccio andare a letto con mia figlia di 14 anni». E’ una delle aberranti intercettazioni, sempre dello stesso tenore, fra una madre cocainomane e il suo spacciatore che è una delle 14 persone arrestate ieri all’alba dalla polizia per narcotraffico, estorsioni, e possesso illegale di armi: l’uomo, che voleva avere rapporti sessuali con la 14enne, è anche accusato di violenza sessuale con l’aggravante che è stata nei confronti di una minore.

L’operazione si è sviluppata fra Anzio e Nettuno per uno smercio di cocaina che arrivava anche nelle piazze romane. Sono stati gli agenti del commissariato di zona, diretti da Antongiulio Cassandra, a indagare per quasi un anno: l’altra notte sono scesi in campo almeno 100 agenti, compresi quelli della squadra mobile per agire nello stesso momento in posti diversi ed effettuare così le catture. Sono state trovate alcune pistole con la matricola abrasa e un metal detector in uso a un pluripregiudicato. Tre degli arrestati avrebbero agganci con la camorra. L’inchiesta è partita da alcuni colpi di pistola sparati una notte di alcuni mesi fa contro le persiane di uno studio di fisioterapia. La pista imboccata dagli investigatori è stata quella legata al licenziamento di una dipendente con parenti pregiudicati. Gli investigatori hanno monitorato quel tipo d’ambiente e, attraverso intercettazioni, sequestri e pedinamenti, hanno scoperto il verminaio che ha portato ai 14 arresti. «Se non paghi ti uccidiamo» ha detto più volte uno degli arrestati a un parcheggiatore di Anzio. L’uomo era vessato dagli estorsori che sono arrivati a minacciarlo con armi da fuoco.

IL RISVOLTO Fra gli arrestati figura una donna che viveva in Venezuela, sposata con un uomo di Anzio. Secondo l’accusa erano loro a ordinare la cocaina che veniva portata in Italia da corrieri che ingoiavano gli ovuli contenenti lo stupefacente. Qualche mese fa, all’aeroporto di Fiumicino, è stato fermato un transessuale che aveva ingoiato ovuli per un chilo e mezzo di cocaina. L’inchiesta ha appurato che si trattava di un corriere al soldo dei trafficanti finiti in manette. Gli investigatori hanno sequestrato un altro carico, sempre con la stessa modalità: in manette finì un corriere che aveva nell’intestino, in ovuli, oltre mezzo chilo di cocaina. Un altro corriere, sempre dell’organizzazione, per un disguido del volo non è atterrato a Fiumicino ma in Portogallo, dove è stato arrestato dalla polizia portoghese. Nell’inchiesta c’è anche lo spaccato terribile della pedofilia. Un trafficante di droga, che sempre secondo gli investigatori è attratto dalle minorenni, non ha esitato a chiedere alla madre di un’adolescente di fargli avere rapporti sessuali con la ragazzina. La donna, dipendente dalla cocaina, aveva acconsentito a far violentare la figlia dal trafficante.

Lo stupro non è avvenuto perché in due o tre occasioni la 14enne era ammalata o era dal padre,ma il magistrato ha comunque indagato lo spacciatore per violenza sessuale. Così come la Procura dei minori ha aperto un’inchiesta per togliere la figlia alla madre cocainomane. Gli investigatori sono convinti che, se non fossero intervenuti, l’uomo avrebbe abusato della minorenne: da più intercettazioni, tutte dello stesso tenore, emergerebbe infatti il patto criminale tra la madre e il trafficante.  Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 09:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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