Roma, bimbo in fin di vita per un ago di pino: era stato dimesso 4 volte, aperta inchiesta

Giovedì 17 Maggio 2018 di Adelaide Pierucci
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A diciotto mesi rischia di morire per un ago di pino ingoiato, la procura apre una inchiesta per lesioni personali colpose per verificare se ci siano state delle omissioni da parte di medici ospedalieri. Il bimbo, di etnia rom, è stato messo in salvo al Bambino Gesù solo dopo aver varcato per la quinta volta l'ingresso di un ospedale. Il caso è di fine gennaio. Il piccolo è dolorante, piange. I genitori lo portano in un primo pronto soccorso, dove viene visitato e dimesso. La mamma, però, due giorni dopo, avendo notato i sintomi acuirsi, si presenta in un altro ospedale. Dove tornerà per altre due volte, a distanza di pochi giorni. Solo al terzo ingresso al pronto soccorso della seconda struttura, a tredici giorni dal primo allarme, il piccolo viene sottoposto a una ecografia addominale che evidenzia un versamento nell'intestino. È il 13 febbraio e il bambino, ormai in fin di vita, viene trasferito al Bambino Gesù dove finisce subito in sala operatoria. Durante l'intervento i chirurghi tamponano l'infezione e scoprono l'ago di pino che aveva provocato la perforazione. I familiari del piccolo, assistiti dagli avvocati Salvatore Carrisi e Sandra Giusti, hanno depositato una querela. «Il nostro bambino ha rischiato di morire», hanno spiegato. Dopo l'apertura del fascicolo il pm Vincenzo Barba ha acquisito i referti e le cartelle dei vari ospedali.

  Ultimo aggiornamento: 19:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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