Mafia Capitale, legale di Buzzi: «Era reo confesso ma non gli hanno creduto»

Mafia Capitale, legale di Buzzi: «Era reo confesso ma non gli hanno creduto»
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Lunedì 5 Giugno 2017, 14:04 - Ultimo aggiornamento: 6 Giugno, 16:20

«La Procura ha perso una grande occasione: aveva in mano un reo confesso come Salvatore Buzzi, che ha aperto la storia delle corruzioni spiegando come funzionava il mercato degli appalti, ma lo hanno liquidato come non credibile»: lo ha detto l'avvocato Alessandro Diddi, difensore di Buzzi, nel corso della sua arringa difensiva nel processo a Mafia Capitale. «Buzzi - ha aggiunto Diddi - ha raccontato come avvenivano le spartizioni a livello politico dei grandi appalti e come erano gestite le questioni con la Pubblica amministrazione. La Procura aveva a sua disposizione un Virgilio ma ha preferito andare alla ricerca delle farfalle all'interno della foresta. Ha raccontato tutto Buzzi, ha raccontato i fatti di Mineo, che hanno suscitato l'interesse della Procura di Catania. E invece qui a Roma abbiamo registrato l'atteggiamento ostile della Procura nei confronti di uno che stava confessando fatti di corruzione, non ci interessa gli ha detto chi stava ad ascoltarlo durante uno dei tanti interrogatori». Per Diddi «il tribunale può avere tra le mani la stessa opportunità che la Procura ha sprecato: lui era disposto a scardinare il sistema consegnando le chiavi agli inquirenti. Ma loro per primi non hanno voluto altrimenti sarebbe venuta meno l'ipotesi del 416 bis».
Secondo il legale:
«Buzzi deve pagare ma solo per corruzione» tentando di sminuire, così, l'accusa di mafia: quella che più pesa nel processo. 

 

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