ATAC

Caos Atac, intervista all'assessore Improta: «Cambiamo le regole sugli scioperi»

Domenica 26 Aprile 2015 di Lorenzo De Cicco
«Dopo il caos del 17 aprile, la reputazione di Atac è andata distrutta. Ora ci saranno licenziamenti, chi ha sbagliato deve pagare». Guido Improta non solo conferma la linea dura preannunciata dal sindaco Marino all'indomani dello sciopero, ma indica anche chi è a un passo dall'allontanamento. «Dei 9 responsabili individuati dalla Commissione di accertamento - dice l'assessore alla Mobilità - almeno 3 hanno avuto comportamenti gravi che possono concretamente portare alla risoluzione del rapporto di lavoro, già nei prossimi giorni».



Insomma assessore, dopo il caso dei vigili di Capodanno che si è concluso con sanzioni flop, stavolta non ci saranno sconti?

«Le tre figure apicali, che hanno avuto responsabilità dirette nella gestione inadeguata della fascia di garanzia prima dello sciopero, oggi sembrano indirizzate verso il licenziamento, mentre rischiano un demansionamento i dipendenti della Sala operativa da cui è partito l'ordine di evacuare i treni».



Nella lista dei possibili licenziati c'è anche Guglielmo Renzi, il capo di esercizio della Linea A?

«Il suo è uno dei tre profili. La Commissione d'inchiesta interna ha sottolineato anche la gravità del comportamento del coordinatore dei macchinisti e dell'assistente coordinatore, mentre il macchinista che ha abbandonato il treno a Cinecittà ha avuto responsabilità minori, credo che al massimo possa essere sospeso per qualche giorno».



Come mai le sanzioni non sono già arrivate martedì, come aveva annunciato in tv il sindaco Marino?

«L'iter dei provvedimenti è partito. Lunedì (domani, ndr) saranno inviate ai dipendenti le lettere di contestazione. Capisco l'esasperazione dei cittadini per i disservizi - compresi quelli che si sono registrati venerdì della scorsa settimana - ma le istituzioni devono seguire le procedure. L'indagine interna si è conclusa in tempi record, due giorni, ora va data la possibilità ai 9 responsabili individuati di difendersi nei modi previsti dalla legge. Avranno 7 giorni di tempo per fare le contro-deduzioni, poi entro metà maggio arriveranno le sanzioni».



Lei ha anche parlato di «agguato dei sindacati». Vanno cambiate le norme sugli scioperi?

«Assolutamente sì, a maggior ragione in un momento in cui Roma si avvicina al Giubileo. I sindacati che hanno scioperato la settimana passata, volevano solo difendere dei privilegi, come la metro “riservata” che li porta a lavoro a inizio turno. Noi non l'abbiamo abolita, l'abbiamo solo sostituita con un bus. Ma per qualcuno è troppo scomodo. Ma è un motivo per protestare? Lo stesso discorso vale per l'orario di lavoro: i macchinisti di Milano lavorano 1.200 ore l'anno, qui a Roma 730. Noi chiediamo che si arrivi a 950. Purtroppo mi sembra che certe sigle stiano solo facendo campagna elettorale in vista del rinnovo delle Rsu del prossimo giugno».



Quali contro-misure immaginate?

«All'Autorità garante sugli scioperi chiediamo tre cose: che ogni sigla, per convocare una protesta, debba avere una rappresentanza almeno superiore al 5-10% dei lavoratori; che chi aderisce dichiari la propria partecipazione a inizio turno; e che i periodi di garanzia vengano estesi, concentrando le proteste in pochi giorni. Va salvaguardato il diritto di manifestare il dissenso, ma non si può farlo contro i cittadini. I romani sono stanchi».



Ci sarà un'inchiesta anche su chi ha fatto sparire l'audio con le registrazioni dalla sala operativa ai treni del giorno dello sciopero. È stato un atto doloso?

«Credo proprio di sì. L'audio manca dal giorno prima. Bisogna capire se c'è stata una regia premeditata oppure se sia stato cancellato a posteriori. Un gruppo di accertamento se ne sta già occupando».



Prima accennava al Giubileo. Oggi Roma è pronta, sul fronte dei trasporti?

«Oggi no, ma siamo al lavoro per esserlo. L'ultimo cda di Atac ha deciso di rinnovare la flotta con 700 nuovi bus e ne faremo arrivare almeno 100 per l'inizio dell'Anno santo. Poi entro giugno forniremo tutti i treni della Roma-Lido di aria condizionata. E ancora: apriremo le stazioni di Vigna Clara, Valle Aurelia e Ponte di Nona entro la primavera 2016 e subito dopo la Metro C arriverà fino a San Giovanni».



Per il settore dei trasporti quanti fondi extra chiedete al governo?

«Per la mobilità servono 400 milioni di euro. Solo così possiamo mettere in campo i necessari interventi di manutenzione delle linee A e B della metro, rinnovare il parco bus, far sì che tutte le stazioni del centro storico siano a misura di disabile, creare i nuovi percorsi pedonali per i pellegrini. Il Giubileo non ci deve distrarre dal risolvere i problemi storici della città di Roma. È un'occasione che non possiamo sprecare». Ultimo aggiornamento: 13:50

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