Fiumicino, attivo il centro antiviolenza a Maccarese: già 32 le donne assistite

Giovedì 29 Novembre 2018
In pochi mesi di attività sono già state 32 le donne assistite nel nuovo Centro antiviolenza realizzato a Maccarese. È quanto emerso a Fiumicino nel consiglio comunale sulla violenza di genere, a cui hanno partecipato anche la dirigente della Polizia di Stato Lucia Franchini, la dottoressa Carmen Carbonaro, che opera nel centro anti violenza di Maccarese, e la consigliera regionale Pd, Michela Califano. «Non chiamiamolo consiglio straordinario - ha esordito la presidente del consiglio Alessandra Vona - Perché questo è un tema che deve essere all'ordine del giorno tutto l'anno. Lo abbiamo voluto insieme a tutte le consigliere elette in questa consiliatura, senza distinzione di colore politico». Solo sei donne, hanno sottolineato in molti, su 25 componenti del consiglio comunale. La dirigente Franchini ha sottolineato come le forze dell'ordine intervengano «in repressione, che è una brutta parola, ma è così. Invece io credo molto nella prevenzione perché in tanti anni di lavoro ho visto molte storie di violenza sulle donne, ma anche sui bambini. Questo è un fenomeno antico, ma finalmente se ne parla e bisogna continuare a farlo soprattutto in famiglia».
«In questi pochi mesi di attività - ha spiegato Carbonaro - abbiamo assistito 32 donne. Abbiamo incontrato molte donne che si erano rese conto di avere bisogno di aiuto, ma non lo avevano trovato. Ora sanno di non essere sole. Perché deve essere chiaro che la violenza di genere non conosce classe sociale né altre distinzioni: è trasversale». Da ex presidente del Consiglio comunale di Fiumicino, Michela Califano ha ricordato che questo è il sesto anno che il Consiglio celebra la giornata contro la violenza sulle donne. «Ma non si è limitato a questo - ha ricordato - abbiamo anche approvato atti importanti, come l'adozione della Convenzione di Istanbul e la decisione di costituirci parte civile nei casi di femminicidio che si verificano sul territorio del Comune». «Questo è un Comune modello anche in questo - ha concluso - che troverà sempre la collaborazione della Regione com'è stato per il bando che ha permesso l'apertura del centro anti violenza». Nel suo intervento conclusivo, il sindaco Esterino Montino ha ricordato l'importanza di partire dall'educazione e dalle scuole «senza i tabù che avevamo noi e che loro non hanno più. I ragazzi e le ragazze hanno voglia di sapere e di conoscere e noi dobbiamo partire da loro. Anche nel contrasto al bullismo e contro ogni tipo di violenza verso le persone considerate più deboli». Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la mozione presentata dalle consigliere che impegna il Sindaco e l'amministrazione ad aderire alla campagna «un posto occupato». Simbolicamente, si lascia un posto in ogni ufficio pubblico o aperto al pubblico in memoria di una donna che avrebbe potuto occuparlo ma non lo fa perché è stata uccisa. Già nell'aula consiliare, si è scelto il posto, ma ne sarà scelto uno anche nelle biblioteche e negli altri uffici. 
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