Caso Marra, le chat riservate: «Sto trovando i dirigenti lo puoi dire a Madame»

Venerdì 10 Marzo 2017 di Michela Allegri e Valentina Errante
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Dall’esultanza per i risultati delle comunarie, ai consigli ”riservati” in campagna elettorale: «Dobbiamo lavorare per sputtanare Giachetti sul suo passato». Fino all’organizzazione dell’assetto del Campidoglio ancora prima dell’elezione di Virginia Raggi. Le chat tra Raffaele Marra e Salvatore Romeo, depositate dalla procura di Roma che ha fissato già il processo con l’accusa di corruzione per l’ex capo di Gabinetto della sindaca, raccontano la genesi della giunta capitolina e i suoi retroscena, con il ruolo da primo attore di Raffaele Marra che all’inizio punta a non comparire e si avventura anche in improbabili citazioni latine: «Ricordati se giri le notizie tieni “coperto” il mio nome! Prudenza, prudenza. Ricordati che “Fidere bene not fidere melius est”». Ma già prima del ballottaggio sfodera i nomi dei possibili ruoli apicali degli uffici: «Dì a madame - scrive a Romeo - che sto lavorando alla macrostruttura». Tutto l’iter della giunta viene predisposto dai due fedelissimi che si preoccupano anche di fare verifiche su trascorsi dei papabili assessori in giunta come Paola Muraro che andrà all’Ambiente. 

LA CAMPAGNA ELETTORALE
Il 23 febbraio, quando arrivano i risultati delle comunarie, Marra si sente già parte della squadra e scrive a Romeo: «La candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle a Roma è Virginia Raggi». L’ex capo staff del sindaco risponde: «Ora mi diverto». Marra gli chiede di vedersi a cena e chiosa: «Ora sangue freddo, poche parole (non parlare con nessuno dei vostri progetti, non date vantaggi agli altri, vi/ci stanno aspettando al varco), e...grande impegno». Il 15 marzo Virginia Raggi è ospite a “La 7”. Romeo scrive a Marra: «Stasera Virginia sulla 7 da Floris. Due minuti in apertura e intervista dopo le 22». E il futuro vice capo di Gabinetto: «Mi collego subito», dopo pochi minuti arriva il consiglio: «Sulla polemica sterile di Giachetti sul praticantato di Virginia e sull’attaccamento alla poltrona, ricordarsi ke: non è laureato, ha semplicemente la maturità scientifica; dal 1993 al 2001 è stato prima nella segreteria poi capo di gabinetto di Rutelli; dal 2001 ad oggi (ininterrottamente) è deputato! Sempre pagato dalla politica! Lei potrebbe dire: almeno io ho studiato, 5 anni di università più praticantato obbligatorio per partecipare all’esame abilitativo; inoltre sono alla prima /seconda esperienza politica (dipende da voi tenuto conto ke la prima si è conclusa anticipatamente per noti motivi». «Ottimo - risponde Romeo - lo giro».

LA MACROSTRUTTURA
I messaggi sulla pianificazione della giunta cominciano molti mesi prima delle elezioni, quando Marra dimostra di avere già pronti i nomi dei futuri assessori. Il 4 aprile, con mesi di anticipo rispetto al primo turno delle elezioni, scrive a Romeo, commenta la partecipazione della Raggi in Tv e annuncia: «Bene! Importante è non cedere alle provocazioni! Ho letto i giornali questo fine settimana e, devo dire la verità, la tentazione di replicare a Robertino (Giachetti ndr) era tanta. Non è ancora il momento! Aspettiamo ancora un pochino, aspettiamo la presentazione delle liste ed una volta chiuso il termine, possiamo cominciare a parlare noi. Dì a “madame” ke forse ho trovato come superare l’assessorato alle risorse umane e non solo. Sto lavorando sulla macrostruttura!». Sul fatto che sia stata la Raggi a “commissionare” a Raffaele Marra il lavoro più importante ci sono pochi dubbi, visto che a maggio il futuro vice capo di Gabinetto scrive: «Ciao Salva. Ieri mi sono studiato la bozza della nuova macrostruttura. Alcune cose le avremmo fatte noi, per esempio la costituzione dell’intera l auditing (leggi il messaggio ke ti ho inviato venerdì scorso)! Come vedi arriviamo sempre prima noi. Per quanto riguarda la riorganizzazione della macrostruttura, per quanto mi ha chiesto V., la sua idea è profondamente diversa ed è su quella su cui sto lavorando». E ancora: «Ho appena finito di studiare la normativa per gli incarichi esterni e per le strutture di diretta collaborazione del sindaco/vice sindaco ed assessori. Ci sono cose ke possiamo fare subito e cose ke necessitano di modifiche del regolamento relativo alla organizzazione e funzionamento degli uffici». E ancora: «Questa notte ho completato il lavoro ke mi ha chiesto V. relativamente ai primi atti da compiere. Dopo ve li mando».

LA GIUNTA
Il 12 giugno, prima del ballottaggio sembra che Raffaele Marra abbia già definito tutto quanto. Scrive a Romeo: «Ti ho inviato due email. La prima con la macrostruttura! La seconda con gli atti da compiere e relativa tempistica. Confermami ke hai ricevuto le mail e ke riesci ad aprire gli allegati. Ps gira le mail solo a V. e Daniele mi raccomando». Il riferimento è alla Raggi e a Daniele Frongia, che sarà poi nominato vicesindaco. Il 15 giugno un altro messaggio: «Hai letto la mia email circa il compenso di mm? Se lui vuole guadagnare di più potrebbe fare il capo della ragioneria al posto di fermante e V. Potrebbe tenere la delega al bilancio. Mentre per il magistrato potrebbe continuare a svolgere l’incarico attuale di capo dell’Anticorruzione (quello ke cioè ke le ha conferito Tronca) e ke lei ha accettato. Così sono sistemati tutte e due!». Il riferimento è a Marcello Minenna, che sarà assessore al Bilancio e a Carla Raineri, che diventerà capo di Gabinetto. Fino allo scontro con Marra e Romeo.
 
CONTROLLI SU MURARO
Anche il nome di Paola Muraro è stato deciso con largo anticipo, e il 12 giugno, prima dell’elezione di Virginia Raggi, Marra si preoccupa di fare verifiche approfondite sul conto del futuro assessore. Scrive a Romeo: «Mi serve che tu chieda all’innominabile un controllo su di lei. È moglie di un generale dei carabinieri, dice che è pulita».
  Ultimo aggiornamento: 08:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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