Rieti, i liceali del Rosatelli sugli scudi
allo YounG7 di Terni: «Esperienza
formativa, bellissimo gruppo»

Martedì 21 Novembre 2017 di Lorenzo Santoprete
I liceali del Rosatelli protagonsiti a Terni
RIETI - Dallo “YounG7” belle notizie per gli studenti reatini, i giovanissimi ragazzi del Liceo scientifico delle scienze applicate “C. Rosatelli”, si sono aggiudicati l’oro e il bronzo nella competizione di scala nazionale. Da 18 scuole di provenienza con 72 studenti partecipanti, i ragazzi sono stati suddivisi in commissioni, rappresentando i Capi di Stato dei sette paesi coinvolti nel “YounG7” (Italia, Francia, Germania, Canada, Stati Uniti, Inghilterra e Giappone) e due delegazioni della Commissione Europea e del Consiglio d’Europa, come rappresentanza dell’Unione Europea.

È doveroso inoltre precisare che gli studenti reatini erano in assoluto i più giovani tra tutti e nonostante ciò, grazie alla loro determinazione hanno fatto classificare la scuola in diversi ambiti. Terzo posto come migliore scuola, il primo posto come migliore commissione per women and girls economic empowerment e il primo posto come best delegate per Sean Lo Prinzi che a febbraio volerà a New York pe partecipare “GCMUN”, una simulazione delle nazioni unite.

Le sessioni di lavoro sono state aperte venerdì 17 per concludersi domenica 19 novembre, al Centro per le Arti Opifici Siri di Terni. A seguire, dopo la presentazione dei lavori prodotti dai singoli comitati, si è proceduto alle premiazioni in base all’impegno, alla preparazione ed all’esposizione dei documenti prodotti.
 
A guadagnarsi la cima del podio sono Federica D’Orazi e Sean Lo Prinzi, rispettivamente di 17 e 15 anni.  Federica descrive l’esperienza vissuta come «molto formativa». «Mi ha lasciato dentro veramente grandi cose sia dal punto di vista scolastico che personale – continua la ragazza – siamo riusciti veramente in poche ore a formare un gruppo bellissimo che fortunatamente ci ha reso forti e vincenti. Veramente un'incredibile esperienza e una crescita personale che auguro a tutti i giovani come me, che hanno delle vere ambizioni». Qual è stato l’ostacolo più grande da superare? Sean risponde: «La parte più difficile del progetto è stata la preparazione, perché ha comportato molti sacrifici da parte mia e della mia compagna di Commissione, Federica D'Orazi, fortunatamente, però, sono stato ripagato con una bellissima ed emozionante vittoria».
 
Bellissimo ed emozionante è stato anche il traguardo di Janira Grillotti e Mauro Tavani, entrambi di 16 anni, si dichiarano soddisfatti del risultato ottenuto. «È stata sicuramente un'esperienza interessante, parlare in inglese, dibattendo su argomenti di attualità così importanti, mi ha fatto crescere culturalmente e caratterialmente. Esprimersi in pubblico è stato un modo per acquisire sicurezza che alla nostra età non è facile avere» spiega Mauro riguardo le tre giornate dell’evento. Janira poi afferma con sicurezza che è stata la voglia di competere, di confrontarsi con gli altri e conoscere altre persone a farla partecipare. «Inoltre, il fatto che questi progetti siano in lingua inglese sicuramente è stato uno stimolo in più, perché c’è sempre voglia di migliorare e quindi di riuscire a confrontarsi in lingue differenti, e poi non c’è da sottovalutare il fatto che si parla di temi molto importanti e internazionali, che quindi interessano tutti e che possono anche migliorare una persona».
 
Oltre che inaspettata, la vittoria, ha riempito d’orgoglio la dirigente dell’istituto, professoressa Daniela Mariantoni che da sempre sposa iniziative di questo tipo. La preside inoltre si congratula con i ragazzi per un tale livello di competenze ottenute: l’utilizzo della lingua inglese, la presa di coscienza di una cooperazione internazionale e l’acquisizione di una cittadinanza globale, sono soltanto alcune tra le più importanti.
 
Dello stesso parere è anche la docente di italiano, la professoressa Anna Crisostomi, che ha seguito i giovani delegati in ogni singolo momento, anche in quelli più difficili, come la preparazione all’evento, in cui lei stessa, insieme ai ragazzi, ha dovuto studiare le varie e complicate procedure della simulazione. Nonostante le ovvie difficoltà a cui sono andati incontro, la prof consiglia vivamente a chi volesse conoscere in modo più approfondito questo ambito, di partecipare ad eventi come lo “YounG7”.

«È più formativa di qualsiasi lezione frontale, in quanto sviluppa maggiori competenze» sostiene l’insegnante. In una società in cui l’opinione generale non fa altro che additare i ragazzi come sfaticati e senza futuro, la prof spezza una lancia in loro favore: «Finalmente ci si dà l’opportunità come docenti di credere nella possibilità di una ripresa dell’Italia attraverso le nuove generazioni. Ho notato in campo le energie meravigliose dei ragazzi. Non è vero che la gioventù di oggi è un disastro, bisogna solo spenderci delle energie, come in queste manifestazioni. Ho ringraziato gli organizzatori, perché dopo vent’anni di lavoro mi hanno dato modo di vedere che la scuola italiana, in alcuni casi, funziona molto bene. Quando va nella direzione giusta, la scuola italiana dà dei grandissimi frutti perché la stoffa, il materiale, ce l’abbiamo in mano, bisogna solo lavorare la materia prima. Ci scordiamo che noi confezioniamo tante belle teste che poi se ne vanno all’estero, ed è una cosa che a me fa venire tanta rabbia. Io spero sempre che i miei ragazzi si formino, che li formiamo, io, i miei colleghi, tutti, di tutte le scuole, e che poi un domani rimangano perché sono il nostro futuro. Io ci voglio credere». Ultimo aggiornamento: 16:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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