«Scuola, greco obbligatorio per aspiranti prof di Lettere e Filosofia». Ma è un pesce d'aprile

Martedì 1 Aprile 2014 di Redazione Web
«Scuola, greco obbligatorio per aspiranti prof di Lettere e Filosofia». Ma è un pesce d'aprile

Greco obbligatorio per chiunque voglia fare l'insegnante di Lettere e Filosofia. La notizia è comparsa oggi sul sito Lettereefilosofia.it e ha mandato nel panico migliaia di aspiranti insegnanti. Riferimenti precisi a un decreto ministeriale, codici delle classi di concorso interessate dalla nuova norma. Persino dichiarazioni virgolettate del portavoce del sottosegretario al ministero della Pubblica istruzione. Nulla, se non la data in alto a sinistra, tradiva la vera natura di quella comunicazione "ufficiale": un bel pesce d'aprile pensato per i futuri prof del nostro Paese.

Lo scherzo. «Nuova tegola sulla testa degli aspiranti insegnanti: è stato approvato ieri dal Miur (DM 31 marzo 2014 n. 104) il decreto ministeriale che impone, tra i requisiti necessari per l’insegnamento, l’obbligatorietà della conoscenza del greco per tutte le classi di concorso inerenti alla nostra facoltà, dunque la A050, A043, A061, A041 e naturalmente la A042», spiega Lettereefilosofia.it. Seguono le parole di Vincenzo Gualdo: «Anche se alcune delle classi di concorso non sono destinate a scuole che prevedono il suo insegnamento diretto - ha spiegato in una nota il portavoce del sottosegretario all’Istruzione - il greco costituisce una risorsa essenziale per la produzione culturale del nostro Paese. È bene dunque che l’insegnante ne abbia una cognizione completa e approfondita, qualunque sia il percorso scolastico dei suoi futuri alunni».

Il disvelamento. Chi ha pensato il pesce d'aprile lo ha fatto fin nel minimo dettaglio. La "novità" per gli aspiranti insegnanti, infatti, viene illustrata in modo approfondito. «A partire dall’a.a. 2014/2015, gli studenti di Lettere interessati a questo sbocco lavorativo dovranno conseguire, tra Triennale e Magistrale, almeno 18 cfu in Lingua e Letteratura Greca, crediti che dovranno aggiungersi ai cfu complessivi del singolo percorso universitario, confluendo in una sezione apposita del piano di studi denominata Cii (Crediti Integrativi per l’Insegnamento)», continua la nota. Per capire che nulla di quello che si legge corrisponde alla realtà bisogna arrivare alle ultime due righe di una lunga paginata di informazioni. Eccole qua: «Attualmente non resta che respirare a fondo, bere un bicchiere di νερό (acqua) e sperare che questo PESCIOLONE D’APRILE vi sia piaciuto e abbia avuto effetto (lassativo)».

Ultimo aggiornamento: 13:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA