Ue, Mattarella: «Rigore anche sui migranti»

Mercoledì 18 Gennaio 2017 di Alessandro Cardini
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BRUXELLES Due settimane di tempo per evitare una procedura d'infrazione della regola del debito. Questa la richiesta della Commissione europea al governo italiano. È finita la tregua concessa a novembre dall'esecutivo di Juncker e a dicembre dall'Eurogruppo sulla gestione dei conti pubblici italiani. La richiesta è quella circolata nei giorni scorsi: «Misure aggiuntive per assicurare uno sforzo strutturale di almeno lo 0,2% del pil sarebbero necessarie per ridurre lo scarto» esistente in relazione agli impegni europei e per «rispettare in linea generale nel 2017» il patto di stabilità, scrivono il vicepresidente della Commissione e responsabile dell'euro Valdis Dombrovskis e il responsabile degli affari economici Pierre Moscovici. Il destinatario della lettera è il ministro dell'economia Padoan. Lo 0,2% del pil vale 3,4 miliardi di euro.

Rigore, dunque, sul quale però interviene da Atene, dove si trova in visita, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «È giusto che la Ue chieda agli Stati membri di avere conti in ordine e finanze a posto, ma lo stesso rigore deve essere utilizzato anche quando gli Stati sono inadempienti sull'immigrazione e altri dossier. Lo stesso impegno ci sia per favorire la crescita e l'occupazione». Queste sono le priorità europee. Il capo dello Stato ha invitato la Ue a «ritrovare lo slancio ideale che ha caratterizzato la fase di avvio del processo europeo». Insomma un'Europa basata su «solidarietà e accoglienza», come Mattarella ha voluto sottolineare recandosi in un campo profughi. Nel colloquio con il premier greco Tsipras sono state ricordate le difficoltà comuni affrontate da Italia e Grecia, con una crisi «che ha creato anche ripercussioni sociali».

IL NODO DEL DEBITO
Ma tornando alla lettera c'è dell'altro: per permettere alla Commissione di preparare il rapporto sul debito, visto che è già acclarato che la regola di riduzione non sarà rispettata neppure nel 2017, Bruxelles chiede al governo «una risposta pubblica che includa una serie di impegni specifici sufficientemente dettagliati e una calendario chiaro per la loro adozione legale». Ciò dovrà avvenire «prima del 1° febbraio». Motivo: permettere alla Commissione di avere tutti i dati sia per ultimare il rapporto sul debito sia per elaborare le nuove previsioni economiche che saranno pubblicate a metà febbraio. La lettera della coppia Dombrovkis-Moscovici a Padoan è breve, meno di una cartella e mezzo. In sostanza, i due esponenti comunitari fanno il punto della situazione, nota fin da novembre: se nel maggio 2016 l'Italia è stata considerata rispettosa della regola del debito durante il 2015 (grazie al riconoscimento di tre fattori rilevanti: condizioni economiche sfavorevoli, piano di rientro del deficit giudicato allora credibile e impegni per le riforme), ora si tratta di vedere come sono andate le cose successivamente.

«Sulla base delle stime di autunno la Commissione ha concluso a novembre che c'era un rischio di deviazione significativa dal percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine nel 2017» (si prevede il quasi pareggio di bilancio, con un deficit dello 0,2% del pil nel 2019), è scritto nella lettera. Tale valutazione non è cambiata dal momento che la manovra valutata dalla Ue prima del passaggio parlamentare è la stessa votata dal Parlamento a fine anno. L'Eurogruppo aveva «invitato l'Italia a prendere le misure necessarie per assicurare che il bilancio 2017 rispetterà le regole del patto di stabilità». Nulla è accaduto. Non solo: nella lettera la Commissione ricorda che «un generale rispetto delle regole preventive del patto di stabilità nel 2017 è la precondizione per la parte di flessibilità concessa per il 2016». Ciò a prima vista significa che, nel caso in cui non procedesse a una manovra aggiuntiva l'Italia potrebbe rischiare in teoria il ritiro della flessibilità già ottenuta.

Ultimo aggiornamento: 13:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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