Di Maio e Salvini insieme contro la Ue: adesso l'asse diventa alleanza politica

Venerdì 28 Settembre 2018 di Marco Conti
La fase due dell'alleanza gialloverde è iniziata ieri sera al termine del vertice a palazzo Chigi e del consiglio dei ministri che ha fissato l'asticella del deficit laddove i vicepremier Di Maio e Salvini volevano e il ministro Tria no: 2,4%.

Una percentuale che salda i leader del governo del cambiamento e celebrata con tanto di comunicato congiunto Di Maio-Salvini. Segnali dell'avvio della nuova stagione si erano avuti ieri l'altro quando Matteo Salvini era sceso per la prima volta in difesa del collega Di Maio, schierandosi di fatto contro il ministro Giovanni Tria. Lucrare sulle disgrazie altrui e gioire dei propri successi, è stata la caratteristica di queste prime settimane di governo gialloverde.
I maggiori benefici della stagione, nella quale ognuno era dominus indiscusso delle proprie competenze, sembra averli tratti il leader della Lega. Complice la coincidenza tra l'insediamento del governo e i tentativi di sbarco dei migranti, Salvini ha gonfiato - almeno stando ai sondaggi - le percentuali del Carroccio. Nel frattempo il ministro Di Maio era alle prese con l'Ilva e assediato da delegazioni di lavoratori alle prese con crisi industriali e minacce di chiusure.

L'ASSEDIO
Il rapporto tra M5S e Lega, basato sul principio inizialmente caro al leghista Claudio Borghi di «non pestarsi i piedi», ha iniziato venir meno con l'approvazione del decreto dignità. Sino a quel momento Salvini aveva rispettato il meccanismo delle competenze, al punto da subire senza fiatare troppo le proteste di seicento imprenditori del Nord che alla fine ottengono i voucher, ma continuano a storcere il naso. La complicata faccenda della ricostruzione del ponte di Genova e il Def - duro antipasto della manovra di bilancio - segnano ora un punto di svolta nel rapporto tra Di Maio e Salvini. Perché - come si è visto anche ieri - la linea del M5S e della Lega è divenuta una sola ed è destinata a cementarsi nella battaglia campale che il governo dovrà sostenere ora con Autostrade e le comunità locali, ora con le agenzie di rating e, soprattutto, con Bruxelles. Più che distinguere le responsabilità - come sembrava giorni fa dalla parole poi smentite da Giancarlo Giorgetti in un'intervista a La Stampa («M5S non conosce il diritto»)- Di Maio e Salvini si ritroveranno molto presto a doversi difendere l'un l'altro e a combattere dalla stessa fossa. Una trincea - scavata stavolta non a u - con nemici e narrazione comune. Contro i poteri forti, rappresentati da Autostrade, e coloro che chiederanno per il ponte soluzioni rapide. Ma contro - sempre nella narrazione gialloverde - quelli che «cercano di stroncarci con lo spread, il declassamento delle agenzie di rating, i richiami e le penalità» (Salvini). Sul «governo non ricattabile dallo spread» (Di Maio), ieri a palazzo Chigi i due vicepremier si sono ritrovati dalla stessa parte nel braccio di ferro con il ministro dell'Economia. E che le due battaglie non saranno facili nè brevi, è confermato non solo dalla minaccia di carte bollate di Autostrade, ma anche da una riunione che a Bruxelles hanno tenuto i preoccupatissimi sherpa italiani che presto dovranno difendere quel 2,4% che è esattamente il triplo di quello che Bruxelles si aspettava. Ma se gli affondi contro l'Europa e la procedura per debito eccessivo, sono un ever green per Salvini, diventano una scelta di campo per Di Maio anche in vista della collocazione europea del Movimento. L'incontro riservato tra Di Maio e e il guru Usa del sovranismo Steve Bannon, rivelato nei giorni scorsi dal sito Politico.eu, potrebbe prefigurare quella svolta che lo stesso Bannon si auspicava sin dal dopo 4 marzo e che una parte del Pd teme. Ovvero la costruzione di un blocco sociale sovranista M5S-Lega che archivia, con buona pace del presidente della Camera Roberto Fico, la stagione del contratto e apre quella dell'alleanza gialloverde. Ultimo aggiornamento: 08:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Lozzi e il derby dei Casamonica, da Virginia solo una passerella

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma