Dacca, «Volevano colpire gli italiani»: Pista dei Ros, Farnesina cauta

Dacca, «Volevano colpire gli italiani»: Pista dei Ros, Farnesina cauta
di Marco Conti e Cristiana Mangani
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Lunedì 4 Luglio 2016, 08:38 - Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 10:07

«Gli italiani erano l'obiettivo principale» del commando bengalese che ha ucciso nove nostri connazionali. L'ipotesi «prevalente» è contenuta nell'informativa che i carabinieri dei Ros hanno inviato in procura. E' probabile che, come accaduto per Nassiriya e in altre occasioni simili, ufficiali dei carabinieri presto vengano inviati a Dacca per indagare su quanto accaduto. Nella capitale del Bangladesh sono già presenti da ieri l'altro uomini dei servizi segreti italiani che stanno lavorando con americani e inglesi per ricostruire la dinamica del massacro, mandanti e legami del gruppo jihadista che, secondo il governo bengalese, non faceva capo all'Isis.

 

Ciò che però per gli investigatori prende forma è l'obiettivo non casuale dell'azione svolta dentro un locale, la panetteria Holey, molto in voga e frequentatissimo da italiani. Un'ipotesi, seppur «prevalente», che consente alla Farnesina di spargere cautela: «E' certo che volevano colpire stranieri, ma è presto per dire che i nostri connazionali fossero l'obiettivo», sostiene il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova ora in Messico con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pochi mesi fa a Dacca dove ha incontrato anche la comunità italiana e alcune delle vittime della mattanza terrorista. «Cercavano non musulmani, non italiani», sostiene anche Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Esteri di Montecitorio.

ALLARME
Il dispositivo di intelligence ed antiterrorismo è a livello 2, uno step prima dell'attacco in corso. L'allarme è alto perché da ieri l'altro è evidente che gli interessi italiani all'estero sono divenuti uno degli obiettivi dei terroristi e difendere tutti i soft-target è impresa impossibile.
 
Resta il fatto che nella lunga notte che ha preceduto il blitz delle forze di sicurezza bengalesi, l'ipotesi avanzata ieri dai Ros era cominciata a circolare con una certa insistenza tra palazzo Chigi e l'unità di crisi della Farnesina insieme alla convinzione che non ci fosse un minuto da perdere per tentare l'azione di forza in modo da non dar tempo ai terroristi di seviziare ed uccidere tutti gli ostaggi. Ieri pomeriggio, intervistato da Maria Latella per Sky, è stato Matteo Renzi a cercare di gettare acqua sul fuoco delle ricostruzioni pubblicate ieri e che raccontavano di una irritazione di Roma nei confronti di Dacca per non aver voluto condividere tempi e modalità dell'operazione. «Era un commando pronto a tutto. Abbiamo seguito in diretta ogni momento. Io credo - ha aggiunto il premier - che tutto sia necessario tranne ricostruzioni che poi spesso sono false. Loro sono entrati lì per uccidere».

Il presidente del Consiglio ha anche raccontato che sono stati sventati «almeno due o tre attentati con intercettazioni ultimo tipo». Attraverso l'ascolto di file audio WhatsApp abbiamo bloccato in Lombardia una persona che stava per farsi saltare in aria». Intercettazioni e cyber-sicurezza riportano d'attualità a palazzo Chigi il ruolo che, nelle intenzioni del premier, avrebbe dovuto avere Marco Carrai. Anche ieri è stato fitto lo scambio di consultazioni tra i vertici della sicurezza, il sottosegretario ai servizi Marco Minniti, i direttori di Dis, Aise ed Aisi, Alessandro Pansa, Alberto Manenti e Mario Parente, il capo della polizia, Franco Gabrielli. La necessità di rafforzare la rete di agenti dell'Aise in Asia viene presa in esame. Il principio che ispira palazzo Chigi resta quello di un euro sulla sicurezza e un euro sulla cultura. Bene quindi rafforzare l'intelligence, ma soprattutto occorre investire per evitare che altri giovani della ricca borghesia, occidentale e non, decidano - come accaduto a Dacca - di imbracciare le armi per conto del Califfo.

SOFT TARGET
Mercoledì le salme delle nove vittime dovrebbero rientrare in Italia e ad accoglierle ci sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rientrato anzitempo dal viaggio in America Latina. Sempre in settimana Renzi incontrerà i capigruppo di tutti i partiti e molto probabilmente toccherà al ministro Paolo Gentiloni informare il Parlamento su quanto accaduto.

La «prevalente» ipotesi dei Ros apre comunque un interrogativo sulla evoluzione della minaccia terrorista dell'Isis e dei vari nuclei jihadisti, spesso in concorrenza tra loro, che sono riusciti a reclutare terroristi anche in Asia e in quello che sino a qualche anno fa era il pacifico e tollerante Bangladesh. Non più obiettivi eclatanti, ma luoghi pubblici affollati, e una capacità di penetrazione senza precedenti anche in strati sociali sinora insospettati.

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