Trump-Kim, storica stretta di mano a Singapore: via a denuclearizzazione, passato alle spalle

Una stretta di mano durata più di dieci secondi e la firma su un documento «completo» sulla denuclearizzazione della Corea del Nord. È un successo l'incontro tra Donald Trump e Kim Jong-un avvenuto a Singapore poco dopo le 9 (le 3 in Italia) con un copione scenico e hollywoodiano: il presidente Usa e il leader nordcoreano si sono ritrovati sul patio del Capella Hotel, sull'isola di Sentosa. Attraversando due porticati opposti e con il tappeto rosso sistemato ovunque, i leader dei due Paesi si sono stretti la mano per la prima volta da 70 anni avendo come sfondo le bandiere dei due Paesi con Trump che ha rafforzato il contatto col giovane leader poggiando brevemente anche la mano sinistra sul braccio destro di Kim. Il summit ha «un importante e positivo significato, e ha dato via a una nuova storia», ha commentato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi. L'invito alle parti, inoltre, è di risolvere i nodi sulla sicurezza attraverso «colloqui paritari».

LEGGI ANCHE Usa, la gaffe della conduttrice in diretta: «Trump e Kim, si incontrano due dittatori»
LEGGI ANCHE Tra "rocket man" e il "vecchio" un anno di insulti
 

Il documento e la denuclearizzazione. Trump e Kim hanno firmato dopo il summit di Singapore un documento per la denuclearizzazione che il presidente Usa ha definito «alquanto completo». Il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord inizierà «molto velocemente», ha assicurato Trump. «Abbiamo avuto un incontro storico, abbiamo deciso di lasciarci il passato alle spalle, abbiamo firmato un documento storico, il mondo vedrà un importante cambiamento», ha detto il leader nordcoreano prima della firma. «Vorrei esprimere gratitudine al presidente Trump per aver fatto accadere questo incontro», ha aggiunto Kim.

Donald Trump e Kim Jong-un si sono impegnati a «lavorare verso la completa denuclearizzazione della penisola coreana» facendo sforzi congiunti per «costruire una pace duratura e stabile», prevede il documento firmato dai leader, in cui si menziona l'avvio di «nuove» relazioni« tra Usa e Corea del Nord. Trump ha promesso, per accompagnare il processo,
«garanzie sulla sicurezza».

La stretta di mano. «Nice to meet you Mr. President», sono le parole pronunciate in inglese al tycoon dal «supremo comandante» mentre i due si stringevano la mano. Poi si sono messi in posa per i flash dei fotografi e le telecamere per immortalare lo storico momento. «È un onore essere qui», ha detto Trump prima di dare il via al faccia a faccia assistito dai soli interpreti e durato circa 40 minuti, anticipando di avere con lui una «relazione formidabile». Ha detto di sentirsi «veramente bene», avendo Kim seduto sulla poltrona alla sua sinistra. «Non era facile arrivare qui... C'erano ostacoli ma li abbiamo superati per esserci», ha ribattuto il leader nordcoreano.
 
 

«Eccellente relazione». Alla fine del colloquio, mentre si spostavano in un'altra sala per il meeting allargato, Trump ha avuto il tempo per una battuta a uso dei media: è andato «molto, molto bene», ha affermato, anticipando che i due già hanno una «eccellente relazione». «Ci saranno sfide davanti ma lavoreremo con Trump. Supereremo tutti i tipi di scetticismo e le speculazioni su questo summit e credo che questo sarà un bene per la pace», ha detto Kim Jong Un. «Li risolveremo... e non vedo l'ora di lavorare con lei», ha replicato Trump.

Il summit sul nucleare. Alla riunione, dedicata alla questione del nucleare, hanno preso parte anche il segretario di Stato Mike Pompeo, il capo di gabinetto John Kelly e il consigliere sulla Sicurezza nazionale John Bolton; mentre per la parte nordcoreana, il braccio destro del leader Kim Yong-chol, il ministro degli Esteri Ri Yong-ho e Ri Su-yong, presidente della Commissione diplomatica della Suprema assemblea del popolo. Con Kim Jong-un «risolveremo un grande problema, un grande dilemma», ha detto Trump sul nucleare con il leader nordcoreano, assicurando che «lavorando insieme ce ne faremo carico».

Tra sorrisi, strette di mano e atmosfera cordiale, il meeting ha ceduto il testimone al pranzo di lavoro dove sono proseguire le conversazioni. Un menù a base di sapori asiatici e occidentali. Come antipasti sono previsti un cocktail di gamberetti con insalata di avocato, kerabù di mango verde condito con miele di lime e piovra fresca, cetriolo ripieno alla coreana (Oiseon). Poi di due leader si sono concessi una breve passeggiata: «Abbiamo fatto un sacco di progressi, l'incontro è andato meglio di quanto chiunque potesse aspettarsi», ha detto Trump. Poi, il siparietto. Il tycoon ha mostrato al leader 'the beast', la macchina presidenziale del presidente americano. Il tycoon, nel singolare siparietto, ha aperto anche lo sportello. Attesa, inoltre, la firma di un documento. 

«Le sanzioni rimarranno in vigore fino alla completa denuclearizzazione», ha detto Trump. Le sanzioni alla Corea del Nord «verranno eliminate una volta che saremo sicuri che non ci siano più armi nucleari nel Paese, quando avremo la certezza che il patto sarà rispettato. Ci vuole molto tempo, è una cosa laboriosa, bisogna smantellare tutti i siti nucleari. Kim vuole farlo, inizierà velocemente». Tuttavia, le sanzioni saranno eliminate «quando saremo alla fine della strada». «Il presidente Kim ha detto che la Corea del Nord sta già distruggendo un sito di test nucleare molto grande. Non è scritto nel documento perché ne abbiamo parlato dopo la firma».

«Stiamo risolvendo la situazione - ha detto ancora Trump -. Il passato non deve mai scrivere il futuro. Dimostreremo al mondo che gli avversari possono diventare amici». 
«Non ridurremo la nostra capacità militare. Voglio riportare a casa i 32mila soldati che sono in Corea del Sud, ma non ora». 
La denuclearizzazione sarà verificata,  ha assicurato il presidente Usa. «Parliamo di denuclearizzazione completa della Corea del Nord e sarà verificata». Da un organismo internazionale o americano? È stato chiesto a Trump. «Una combinazione di entrambe le cose».
 

«Il presidente Kim ha detto che la Corea del Nord ha promesso la distruzione di un sito di test missilistici molto grande. Non è scritto nel documento perché ne abbiamo parlato dopo la firma». «Stiamo risolvendo la situazione - ha detto ancora Trump -. Il passato non deve mai scrivere il futuro. Dimostreremo al mondo che gli avversari possono diventare amici».
 «Faremo qualcosa anche sulla situazione di vita di queste persone che è molto dura, continueremo a fare il massimo possibile, è stato un altro degli argomenti principali oltre alla denuclearizzazione».
Martedì 12 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-06-2018 15:02

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 33 commenti presenti
2018-06-12 22:42:10
Temo che ora qualche Ayatollah sta seriamente preoccupandosi...
2018-06-12 20:02:45
Altro che Stanlio e Ollio....
2018-06-12 18:29:49
Caro Sig. "Clamer" (in italiano """sguscia cozze?""") mi rivolgo a lei e a tutti quelli che NON si firmano col loro nome, nella migliore tradizione delle lettere anonime italiche. Dunque: è chiaro che di America e di Asia non ne capite granché, forse perché non avete mai vissuto in tali continenti o paesi. Per cui, sempre all'italiana, aprite bocca e le date fiato. In effetti mi ricordate la famosa lettera dell'ambasciatore francese a Berlino Jacques Coulondre riguardante la situazione della Germania hitleriana, alla data del 30 agosto 1939, 48 ore prima dell'attacco tedesco alla Polonia. Ma soprattutto, ancora una volta, non vi riesce di entrare nella mentalità americana, o nelle necessità formali della mentalità asiatica. Continuate così, calcolando il tempo in termini di giorni o mesi - così come usava negli anni di Obama - e non in termini di anni. Intanto, negli USA la disoccupazione è tale che ci sono PIU' posti di lavoro che gente che cerca lavoro, grazie al taglio delle tasse la gente comincia a vedere CENTINAIA di dollari in più al mese, la benzina costa (in euro) 45 centesimi al litro e, per i pensionati la quota ESENTE da IRPEF è di US$ 24.000 (ventiquattromila). In politica estera l'amministrazione fa di tutto per avvantaggiare gli USA, vero o no? Mia considerazione: forse (ripeto FORSE) Trump ha studiato la democrazia greca, ovvero quella del tempo in cui quel generale ateniese - agli abitanti di Delo conquistata e che gli chiedevano benevolenza - rispose (più o meno) ""quello che i forti possono fare lo fanno, e i deboli vi si sottomettono""". Un po' come le proporzioni di forza tra gli USA e l'imbelle UE di oggi, non vi pare? Saluti e imparate.
2018-06-12 23:32:18
trump e studiare sono ossimori...riprovaci
2018-06-12 18:24:17
Secondo me questa pace Kim-Donald dura minga, non dura, non puo' durare. E non durera' perche' le lobbies americane che producono armi hanno bisogno di mercati.
33
  • 153
QUICKMAP