Strage tra i bus di Donetsk, 5mila soldati circondati dai ribelli

Strage tra i bus di Donetsk, 5mila soldati circondati dai ribelli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 12 Febbraio 2015, 06:07 - Ultimo aggiornamento: 10:09

MOSCA - Sullo sfondo delle trattative per trovare un compromesso che metta fine al conflitto, nel sud-est ucraino si continua a combattere e a morire. In totale sono più di 40 le persone uccise nel Donbass nelle 36 ore che hanno preceduto l'atteso vertice di ieri sera a Minsk tra i leader di Francia, Russia, Germania e Ucraina.

LA STAZIONE

Ieri mattina proiettili di mortaio hanno colpito una stazione di autobus a Donetsk e la zona antistante l'ingresso di una fabbrica metallurgica. I morti - stando ai ribelli che controllano la città - sono almeno sei, e i feriti otto. Il bombardamento, attribuito alla forze governative, ha mandato in fiamme due minibus e sembra che tra le vittime ci sia l'autista di uno dei mezzi finiti carbonizzati. Ma nella principale roccaforte dei separatisti altri tre civili sono stati uccisi in un bombardamento notturno.

Mentre nella sola giornata di martedì 19 soldati ucraini sono caduti e 78 sono rimasti feriti nella “sacca” di Debaltseve: un importante snodo ferroviario a metà strada tra i baluardi ribelli di Donetsk e Lugansk dove i separatisti sostengono di aver circondato tra cinque e ottomila militari di Kiev. A tutte queste vittime e caduti si aggiungono le 17 persone uccise martedì dalla pioggia di missili Smerch che si è abbattuta su Kramatorsk sventrando il quartier generale delle forze armate governative e colpendo poi - con una seconda raffica - un'area residenziale.

LA VISITA DI POROSHENKO

I feriti sono più di 60, di cui 11 in gravi condizioni. E il presidente ucraino Petro Poroshenko martedì notte si è recato a sorpresa proprio nella cittadina martoriata per incontrare alcuni dei feriti ricoverati in ospedale prima di volare a Minsk (dopo essere tornato a Kiev). «Chiederemo - ha anticipato il presidente ucraino - di fermare la guerra, il ritiro delle truppe e l'inizio di un dialogo politico senza alcune interferenza esterna». Intanto solo poche ore prima le forze armate ucraine avevano lanciato una controffensiva a est di Mariupol e i volontari nazionalisti del battaglione Azov sostengono di aver strappato ai ribelli tre cittadine: Shirokine, Pavlovo e Kominternovo. «Abbiamo spostato la linea del fronte a 20 chilometri dalla città di Mariupol - ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza ucraino, Oleksandr Turcinov - proteggendola dai bombardamenti e rafforzando le difese di questa regione». Uno spostamento della linea del fronte annun ciato alla vigilia del vertice, con la probabile intenzione che questo spazio conquistato rafforzi Kiev al tavolo delle trattative.

A pagare il prezzo più alto in questo conflitto continuano a essere in ogni caso i civili: in 263 hanno perso la vita in pochi giorni, dal 31 gennaio al 5 febbraio. Mentre, secondo le Nazioni Unite, in questi dieci mesi di combattimenti sono cadute sotto il fuoco di entrambi gli schieramenti almeno 5.486 persone e quasi 13mila sono rimaste ferite.E ieri il leader delle forze statunitensi in Europa, il generale Frederick Hodges, ha annunciato che gli Stati Uniti intendono addestrare a marzo tre battaglioni del ministero dell'Interno dell'Ucraina.