Spagna, scoperte le pitture rupestri più antiche del mondo: l'artista è l'homo di Neanderthal

Spagna, scoperte le pitture rupestri più antiche del mondo: l'artista è l'homo di Neanderthal
di Laura Larcan
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Venerdì 23 Febbraio 2018, 15:09 - Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 16:21

Le ha dipinte l'homo di Neanderthal almeno 64.000 anni fa, ossia 20mila anni prima dell'estro artistico dell'homo Sapiens. Per gli archeologi sono a tutti gli effetti le pitture rupestri più antiche del mondo, che riscrivono completamente la preistoria (compresa la storia dell'arte). Le straordinarie pitture sono state trovate sulle pareti di tre grotte spagnole, La Pasiega, Maltravieso e Ardales. La datazione ritorna indietro nel tempo fino a 64.000 anni fa, quando in Europa non era ancora arrivato l'homo Sapiens. Per questo gli studiosi le attribuiscono ai Neanderthal, rivedendone tutte le caratteristiche.
 

 

CONCHIGLIE E COLORI in una quarta grotta, Cueva de los Aviones, sono state scoperte le conchiglie usate per preparare i colori con cui sono stati eseguiti gruppi di animali, punti, figure geometriche e impronte delle mani, in ocra e nero. Le scoperte sono state pubblicate sulle riviste Science e Science Advances, in due ricerche coordinate dall'Istituto tedesco Max Planck e parlano anche "italiano", grazie al contributo dell'Università di Trento. Il risultato «riscrive il nostro punto di vista sulla preistoria antica, perché indica che l'uomo è diventato umano prima di quanto si credesse», ha detto all'ANSA il geoarcheologo Diego Angelucci, dell'università di Trento. 

TECNICHE DI DATAZIONE Finora, l'arte rupestre è stata attribuita solo agli uomini "moderni", anche per la difficoltà di datare reperti più antichi di 40mila anni. La tecnica di datazione al radiocarbonio, tradizionalmente usata, infatti, non può andare oltre questa data. Cruciale per la scoperta è stata la nuova tecnica di datazione basata sul decadimento radioattivo dell'uranio e del torio: grazie ad essa si è scoperto l'epoca cui risalgono i piccoli depositi di sali che si sono accumulati su pitture e conchiglie. I dati appena rilevati testimoniano ora che «capacità cognitive avanzate potrebbero essere comparse già nei primi Neanderthal o addirittura nell'antenato comune di Neanderthal e Sapiens». Dipinti e conchiglie indicano infatti che questi cugini dell'uomo avevano un'arte e capacità simbolica. A lungo, ha aggiunto Angelucci, «abbiamo immaginato i Neanderthal come esseri con caratteristiche inferiori rispetto ai Sapiens», ma «stiamo vedendo che erano più sofisticati di quanto si credesse». 

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