Epidemia di epatite A in America: aumentano i contagiati dalle fragole egiziane

Sabato 3 Settembre 2016 di Luisa Mosello
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Le fragole egiziane
Fragole killer in America. Non cessa lo stato di allerta per l’epidemia di Epatite A negli Usa. Ad esserne colpiti ora sono anche gli Stati Uniti, dopo i primi casi registrati in Virginia. Dove un gruppo di persone aveva contratto il virus dopo aver bevuto frullati di frutta nella catena Tropical Smoothie Cafè e dove si ha il più alto numero di infetti, pari a 59. Con gli ultimi contagiati negli States si è arrivati a quota 74. Per quasi la metà, come riporta TestMagazine, i sintomi erano così gravi da aver reso necessario il ricovero in ospedale. Nel prossimo futuro si prevede un aumento di casi, visto che il tempo di incubazione dell’epatite A oscilla fra le due settimane e i 50 giorni.



Gli operatori dell’agenzia alimentare a stelle e strisce  la Food standard administration stanno facendo esami per risalire all'origine della contaminazione delle fragole congelate come informano sul loro sito ufficiale: «L’indagine della Fda sulla fonte e la distribuzione delle fragole è in corso; e l’agenzia è in contatto con le amministrazioni analoghe egiziane per condurre assieme le indagini». Non si hanno ancora dati certi sui “movimenti” del virus e per questo non si può escludere che l'infezione possa arrivare in Europa dove comunque non è stato segnalato nessun caso di questo genere. L’eventualità anche se remota non è improbabile considerando che l’Egitto è fra i maggiori produttori ed esportatori al mondo di fragole, sia fresche che congelate. Ma un primo allarme da noi c’era già stato perché lo scorso aprile la Coldiretti le aveva inserite nella “Back list  dei cibi più contaminati”. 

  Ultimo aggiornamento: 6 Settembre, 09:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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