Cina, esplosione in una miniera di carbone: morti 33 operai rimasti intrappolati

Cina, esplosione in una miniera di carbone: morti 33 operai rimasti intrappolati
di Federica Macagnone
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Mercoledì 2 Novembre 2016, 20:22 - Ultimo aggiornamento: 3 Novembre, 12:37

Solo due minatori su 35 sono sopravvisuti all'esplosione di gas che lunedì scorso ha devastato la miniera di carbone Jinshangou della città di Laisu, nella municipalità di Chongqing (distretto di Yongchuan), nella Cina del sud-ovest. Gli altri 33 sono tutti morti, secondo il bollettino definitivo dell'agenzia Nuova Cina: i primi 18 cadaveri erano stati recuperati ieri, mentre gli altri 15 sono stati trovati oggi.

La tragedia è avvenuta quando in uno dei pozzi è scoppiata la deflagrazione, dovuta con ogni probabilità all’accumulo di gas rilasciato dalle vene di carbone e non trasportato via dai sistemi di ventilazione: solo due minatori, in quel momento, sono riusciti a mettersi in salvo. Secondo i primi risultati dell'indagine disposta dalla dall’Amministrazione statale cinese per la sicurezza sul lavoro, la miniera, che aveva superato i limiti di sfruttamento, aveva sistemi di aereazione insufficienti e malfunzionanti e una gestione manageriale complessiva insufficiente.

La municipalità di Chongqing ha immediatamente ordinato ispezioni a tappeto sul rispetto delle misure di sicurezza, bloccando la produzione nella regione. La miniera Jinshangou ha una licenza per produrre 60.000 tonnellate di carbone l'anno.Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente cinese Xi Jinping, che oggi ha sollecitato maggiori sforzi per migliorare i meccanismi di sicurezza e di prevenzione degli incidenti. Come riporta l'agenzia Nuova Cina, in un incontro con organizzazioni e operatori del settore, Xi ha invitato le autorità a tutti i livelli a tener conto che «lo sviluppo non deve maturare a danno della sicurezza: contenimento e prevenzione devono essere i criteri guida».

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