Macerata, Pamela fatta a pezzi e chiusa nelle valigie, il killer nega: «E' stato un altro ad ucciderla»

Macerata, Pamela fatta a pezzi e chiusa nelle valigie, il killer nega: «E' stato un altro ad ucciderla»
di Rosalba Emiliozzi
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«Non sono stato io, non l’ho fatta a pezzi, l’ho solo incontrata ai giardini Diaz di Macerata, voleva l’eroina che io non vendo e allora l’ho portata da un mio amico che tratta quella droga». Questa la testimonianza resa a verbale da Innocent Oseghale, il pusher nigeriano di 29 anni, ex rifugiato residente a Macerata con un permesso di soggiorno scaduto da quasi un anno, accusato di aver ucciso, sezionato e in parte scuoiato una ragazza di 18 anni, Pamela Mastropietro di Roma, scappata da una comunità terapeutica, la Pars di Corridonia, in provincia di Macerata, dove era in cura per disintossicarsi dalla droga.

 

Innocent, all’interrogatorio davanti al magistrato e ai carabinieri che hanno condotto le indagini, ha detto solo di aver incontrato la giovane, di averle indicato uno spacciatore di eroina, di averla accompagnata in farmacia a comprare la siringa e che poi a casa sua, in una mansarda chic in via Spalato di Macerata che costa 700 euro al mese, la ragazzina “si è sentita male”. Ma perché l’ha poi fatta a pezzi e messa in due grandi trolley ? «Non sono stato io» ha fatto mettere a verbale Innocent ed ha poi accusato un’altro, «quello che gli ha venduto l’eroina», avrebbe detto.  Ma l’altro nigeriano al momento non è indagato e forse non le ha neanche venduto l’eroina. Perché tanta efferatezza ? «Non so, Dio ci penserà, Dio sa cosa fare», avrebbe risposto Innocent.

Venerdì 2 Febbraio 2018, 13:28 - Ultimo aggiornamento: 13:31
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