Poeti, attori, scrittori, musicisti: ecco la nostra ricetta della felicità

di Giulia Ciarapica
George Bernard Shaw diceva che la vera felicità consiste “nel non porsi mai il problema di misurarla o di chiedersi se si è soddisfatti o meno”, perché “qualsiasi felicità è un capolavoro”, come scrisse Marguerite Yourcenar, ed ogni “minimo errore la falsa, la minima esitazione la incrina, la minima grossolanità la deturpa, la minima insulsaggine la degrada”.

Si celebra oggi martedì 20 marzo, come ogni anno in tutto il mondo, la Giornata internazionale della felicità, istituita il 28 giugno 2012 dall’Assemblea Generale dell’ONU. Secondo il Rapporto Mondiale sulla Felicità, recentemente pubblicato proprio dall’ONU, sembrerebbe che tra i Paesi più felici al mondo ci siano sicuramente quelli del Nord Europa (Finlandia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Islanda su tutti), mentre l’Italia scivolerebbe oltre il quarantesimo posto. Perché? Di certo non si parla solo – e romanticamente – di felicità individuale e privata, ma di una felicità collettiva e comunitaria, che parte soprattutto dalla buona politica.

Sulla Felicità – la cui ricerca è stata definita “uno scopo fondamentale dell’umanità” – si sono espressi quasi tutti, filosofi, scrittori, artisti e intellettuali di ogni epoca; ci siamo chiesti e continuiamo a chiederci cosa sia la felicità, come si riconosca, che fattezze abbia – è un attimo, un momento fugace, una condizione di vita o, in realtà, non esiste? E invece, se esiste, come si raggiunge? Beni materiali, rapporti umani, luoghi fisici e spirituali: quand’è che l’uomo può dirsi davvero felice? Di una cosa, forse, possiamo essere sicuri: la felicità, più che una risposta, continua ad essere una domanda. La domanda.

Noi, infatti, lo abbiamo chiesto a loro: cos’è la felicità?

Matteo Maffucci: "La felicità è intangibile, inafferrabile, e per questo non è che una promessa. A volte viene mantenuta, a volte no".

Andrea Marcolongo: "La felicità è l'eroismo di non tradire mai se stessi".

Giampiero Mughini: "Dopo i vent'anni non ho più pensato alla felicità, ma quando scovo un bel libro e lo leggo, provo qualcosa di simile alla felicità".

Luca Ricci: "La ricerca della felicità non ha niente a che vedere con la felicità. Se volete essere felici smettete di desiderare la felicità".

Chiara Francini: "La felicità è un paniere di delizia". 

Dacia Maraini: "La felicità è legata alla giustizia e alla pace. Finché ci sono tanti casi di orribile giustizia e di guerre crudeli, è difficile parlare di felicità. Certo, c'è una felicità privata, ma non può essere completamente separata dalla condizione mondiale". 

Umberto Galimberti: "I Greci si sono avvicinati più di tutti al concetto di felicità. La felicità è l'autorealizzazione, è l'eudaimonia, conoscere se stessi e realizzarsi, senza tuttavia oltrepassare il confine della misura". 

Ninni Bruschetta: "La felicità è andare a cena dopo la prima dello spettacolo e sentire il mondo che si allontana, con l’applauso del pubblico sullo sfondo, la liberazione, il senso di conquista. Ma è ancor di più la mattina dopo, quando ti svegli e vedi che non è cambiato niente e la vita continua come ogni giorno".

Licia Troisi: "La felicità mi ha sempre messo soggezione, e le ho sempre preferito la serenità, meno presuntuosa e più alla portata di tutti. Ma direi che una buona approssimazione di felicità è trovare il proprio posto nel mondo, fisico e metaforico, e condividerlo con le persone che si amano". 

Vinicio Marchioni: “La felicità è spegnere tutto, sedersi di fronte la mare con un bicchiere di vino bianco con Milena e stare in silenzio. Con la frittura di moscardini in arrivo”.

Tommaso Avati: “Quel che ci fa felici oggi, domani lo sopportiamo appena. La felicità è un preludio, è finzione. È un film bellissimo, recitato benissimo, e che di solito non prevede il sequel”.

Roberto Burioni: “La felicità per me è svegliarmi e incontrare il sorriso di mia figlia Caterina Maria, che mi illumina il presente e mi offre l’illusione di essere diretto verso un lontanissimo futuro”.

Elisabetta Canalis: “Mi rende felice l’equilibrio tra famiglia, lavoro e benessere. Sono una persona che ha necessità di avere intorno a se una situazione equilibrata e quando riesco ad averla con questi tre fattori insieme, sono appagata e non mi serve altro”.

J-Ax: “Per me la felicità è il sorriso del mio bambino e sentire la sua risata”.
Martedì 20 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 00:01

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2 di 2 commenti presenti
2018-03-20 13:42:34
La ricetta della felicità - di Paolo Uras da "La prima buscìa" Da tutti quanti, invano ricercata, fórze, chissà, ‘sta ricetta l’ho trovata: serve_solo sapesse accontentà, e vive_sempre con semplicità. Basta ‘n mozzicone de matita e ‘n piccolo fojétto, e pòi fà della tua vita magari ‘n ber sonetto…
2018-03-20 10:38:44
curioso che la felicità venga sempre concepita come qualcosa che dall' esterno appaga una necessità interna. in realtà la vera felicità emerge sempre da dentro senza "attaccarsi" ad alcun "oggetto esteriore". la felicità è la danza libera dell' anima.
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