Enna, inaugurata la facoltà romena di Medicina, ma per il ministro Giannini è fuorilegge

Enna, inaugurata la facoltà romena di Medicina, ma per il ministro Giannini è fuorilegge
2 Minuti di Lettura
Lunedì 14 Dicembre 2015, 20:36 - Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre, 18:04

Il Miur ha già emanato tre diffide e diversi avvisi dichiarandone l'illegittimità, per il ministro Stefania Giannini è fuori legge, cinque persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura per abuso d'ufficio, invasione di edificio pubblico e falso per soppressione.

Eppure, a Enna tutto procede come se nulla fosse. Con una cerimonia ufficiale e alla presenza del governo regionale, rappresentato dall'assessore all'istruzione Bruno Marziano (Pd), oggi è stata inaugurata la facoltà di medicina dell'Università romena Dunarea de Jos Galati, con l'interfaccia del Fondo Proserpina, amministrato dall'ex senatore del Pd, Vladimiro Crisafulli, anche lui indagato dalla Procura. Il presidente dell'Università Kore di Enna, Cataldo Salerno, ha salutato i 44 studenti dei 66 iniziali, che hanno superato il test di romeno, tutti schierati in camice bianco.

Durante la cerimonia, l'avvocato e professore universitario alla Sapienza di Roma, Augusto Sinagra, nella sua lectio magistralis, si è scagliato contro le «baronie mediche che hanno sfregiato le università italiane», ricordando che l'estensione della Dunarea è in perfetta linea con il trattato di Lisbona. Non è di questo avviso il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca che non riconosce la facoltà e secondo cui i titoli di studio che saranno rilasciati non hanno «alcun valore nè a fini accademici nè ai fini professionali e non potrebbero essere riconosciuti nè da altro Ateneo nè da altra Autorità pubblica». Dopo avere ricevuto una nota della Prefettura sull'inaugurazione della facoltà, il Miur ha emanato una «comunicazione urgente» informando «studenti e famiglie» che i corsi non hanno alcuna autorizzazione. Per il ministro Giannini «questa iniziativa si pone completamente fuori dalla legge, dai binari chiari e trasparenti che riguardano tutti gli atenei».

E sottolinea che «esistono esempi eccellenti di nuove proposte accademiche che hanno passato tutto l'iter di valutazione, non è un fattore secondario. Perchè se tutti possono aprire dappertutto, si crea un precedente rischioso». Il ministro Giannini riconduce la questione alla «legge nazionale» che, ha ricordato, «impone il rispetto di criteri trasparenti condivisi, a tutela della qualità dell'istruzione: e nel caso in questione mi permetto di aggiungere anche a tutela di un bene prezioso come la salute». Sbottano i 5stelle. I parlamentari regionali bollano come «inaccettabile, oscena, scandalosa, inaudita, oltraggiosa» l'inaugurazione della facoltà romena «in barba alle leggi italiane, a dispetto di ben tre diffide del Miur e di tre indagini in corso».

Ed «è intollerabile oltre ogni misura che all'inaugurazione abbia presenziato l'assessore Marziano, che ha parlato a nome del governo Crocetta». Intanto, tra la Procura e il Fondo Proserpina è braccio di ferro. I legali del Fondo hanno presentato una denuncia al Csm e al Tribunale di Catania contro il capo della procura di Enna, Calogero Ferrotti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA