Catania, tre dottoresse sospese: niente cesareo per tornare a casa, bimbo nato con lesioni gravissime

Catania, tre dottoresse sospese: niente cesareo per tornare a casa, bimbo nato con lesioni gravissime
di Lara Sirignano
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Martedì 6 Dicembre 2016, 09:26 - Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 13:04

CATANIA Il feto era in sofferenza. Il tracciato non lasciava spazio a dubbi. Si sarebbe dovuto intervenire subito con un parto cesareo. Ma Amalia Daniela Palano e Gina Corrao, dottoresse dell'ospedale Santo Bambino di Catania, di turno quando Debora, giovane mamma era stata portata in ospedale per controlli, non avevano voglia di fare lo straordinario.
Avevano terminato l'orario di lavoro e volevano tornarsene a casa. Per questo «nonostante gli evidenti segni di sofferenza emersi dall'esame», non solo non fecero nascere il bambino, ma somministrarono atropina alla ragazza, appena 26enne, per truccare l'esito del tracciato e se ne andarono senza neppure informare di quanto era accaduto i colleghi del turno successivo. Il neonatologo, all'oscuro delle condizioni del feto, intervenne con grande ritardo e il bambino venne al mondo con lesioni gravissime da cui non guarirà mai.

L'ORDINANZA
Una vicenda agghiacciante raccontata in un'ordinanza del gip di Catania che, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto per entrambe le dottoresse la misura interdittiva della sospensione dal servizio. Dodici mesi per la Palano, sei per la Corrao.
Stessa decisione, per soli 4 mesi, è stata presa per un altro medico dell'ospedale, Paola Cairone che, ha scritto il giudice delle indagini preliminari, «pur non essendo a conoscenza degli avvenimenti precedenti, praticava alla paziente per due volte le manovre di Kristeller, bandite dalle linee guida, nonostante un tracciato non rassicurante, e non contattava in tempo il neonatologo». Le tre donne, oltre che per lesioni gravissime, sono indagate anche per falso nella redazione della cartella clinica. Nel documento, non sarebbe stato fatto cenno della sofferenza del neonato. Un filone di inchiesta, questo, che potrebbe ampliarsi.

I DEPISTAGGI
Le cartelle taroccate, sarebbero prassi frequente del nosocomio. «È emerso il sospetto - ha sottolineato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro - che al Santo Bambino le cartelle cliniche sovente vengono redatte successivamente all'insorgere dell'avvenimento clinicamente rilevante». Una tecnica che la magistratura ritiene possa essere «finalizzata ad occultare le prove di eventuali responsabilità mediche».
Il drammatico caso è venuto fuori dopo la denuncia dei familiari della giovane mamma. Il neonato, venuto al mondo con il cordone ombelicale attorno al collo, ha una «encefalopatia ipossico-ischemica, tetra paresi spastica, grave ritardo neuro psicomotorio e indebolimento del tronco neuroencefalico».

«Abbiamo sospeso immediatamente i tre medici, e stiamo cercando di sostituirli per continuare a dare un servizio pubblico in una struttura, come l'ospedale Santo Bambino, alla quale si rivolge ogni anno un imponente numero di donne e gestanti», commenta il manager dell'azienda ospedaliera, Paolo Cantaro, annunciando «l'avvio di una indagine interna». Il nosocomio ha all'attivo circa 2000 parti l'anno.

E anche sulle cartelle cliniche taroccate il manager ha dichiarato di voler andare a fondo. «C'è in corso un'inchiesta della magistratura, e una nostra interna, aspettiamo che si concludano entrambe prima di esprime giudizi», dice.
 

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