Aldrovandi, la madre: «Il taser? Federico ucciso per le botte»

Venerdì 14 Settembre 2018
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Aldrovandi, la madre: «Il taser? Federico ucciso per le botte»

«Ci fosse stato il taser, Federico Aldrovandi sarebbe ancora vivo». Le parole di Antonio Sbordone, ex questore di Ferrara, attualmente al vertice della polizia di Reggio Emilia, hanno riaperto la ferita della morte di Federico Aldrovandi, il 18enne ferrarese morto nel 2005 durante un violento controllo di polizia. 

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«Federico è morto perché hanno continuato a pestarlo, schiacciarlo e a dargli calci sulla testa quando era già stato immobilizzato e stava chiedendo aiuto», ha detto la madre Patrizia Moretti. Il questore Sbordone ha citato il caso Aldrovandi in un'intervista al Resto del Carlino, nella quale parlava del taser, la pistola a impulsi elettrici la cui sperimentazione è in corso in alcune città, fra le quali, appunto Reggio Emilia. «Io ho visto - ha detto il questore - cosa è accaduto a Ferrara dopo il caso Aldrovandi, anche se non ero io il questore presente quell'anno. Questo ragazzo, se ci fosse stato il taser, sarebbe ancora vivo. Per fermare un giovane alto un metro e 90 agitatissimo hanno dovuto usare anche i manganelli». Una ricostruzione che ha profondamente amareggiato la madre di Aldrovandi. «Mi dispiace - ha detto - che si possa giustificare uno strumento pericolosissimo come il taser con questo paragone che non ha senso. Il taser è un'arma: il problema è la formazione e la cultura dei rapporti con le persone di chi usa strumenti che possono essere letali». Ma anche la ricostruzione fatta da Sbordone di quella notte ha fatto arrabbiare Patrizia Moretti. «Federico era alto un metro e 75 e pesava 60 chili - ricorda la madre - evidentemente l'ex questore di Ferrara non si è informato bene, poteva almeno leggere le carte». Per la morte di Federico Aldrovandi, quattro poliziotti sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi per eccesso colposo in omicidio colposo. Ed è uno dei casi che più ha sollevato il dibattito pubblico sull'uso della forza da parte dello Stato, insieme a quello di Stefano Cucchi, del quale si è tornati a parlare in questi giorni per l'uscita del film 'Sulla mia pellè. «Mi viene da pensare - è stato lo sfogo di Lino Aldrovandi, padre di Federico - che quella maledetta mattina il taser non sarebbe stato da usare su Federico, ma su chi lo stava uccidendo senza una ragione».​

Ultimo aggiornamento: 20:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA