Zona gialla, Ferragosto "salvo". Sicilia cambia colore il 23, Sardegna e Calabria a rischio

Zona gialla, Ferragosto "salvo". Sicilia cambia colore il 23, Sardegna e Calabria a rischio
di Stefania Piras
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Giovedì 12 Agosto 2021, 11:06 - Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 12:04

Dalla zona bianca alla zona gialla? Indecisi sul farsi o no il vaccino e il boom di turisti che si stanno godendo le ferie. È la formula che può condurre in zona gialla diverse regioni. Ferragosto in bianco per l'Italia intera poi scatteranno i colori. Si parte con la zona gialla che con molta probabilità scatterà in Sicilia non lunedì 16 agosto ma il successivo: il 23 agosto. A rischio anche la Calabria, la Sardegna e la Valle D'Aosta. La situazione sta peggiorando? I dati dicono che le terapie intensive degli ospedali italiani stanno registrando nuovi ingressi legati al Covid. Domani (venerdì 13, ndr), il ministero della Salute farà il punto della situazione con l'Istituto superiore di sanità. Come al solito, in base a quanto i servizi sanitari risulteranno in grado di assorbire la domanda di assistenza e ricoveri legati al Covid si deciderà se far rimanere in zona bianca o meno una regione (in fondo all'articolo il riepilogo dei parametri che regolano il passaggio dalla zona bianca alla zona gialla).

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E alcune regioni, come detto, stanno sfiorando i limiti sui ricoveri e terapie intensive posti dal ministero che segnalano uno sforzo sanitario.

Questa è la situazione della Sicilia, la regione che si sta candidando a entrare in zona gialla. Continua il rialzo degli indicatori ospedalieri. Dopo aver raggiunto il 14% in area medica, valore vicinissimo alla soglia critica del 15%, oggi l'Isola raggiunge l'8% di occupazione delle terapie intensive con un rialzo dell'1%. Anche qui avvicinandosi sempre più alla soglia del 10% prevista come invalicabile in base ai nuovi parametri per evitare il passaggio delle regioni da una fascia di colore all'altra. La Sicilia, c'è anche da dire registra il primato di persone che stanno rimandando la vaccinazione o, peggio, che hanno scelto di non farla. È infatti la regione con meno vaccinati, appena il 52,5 per cento ha la protezione piena. 

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Per quanto riguarda i ricoveri negli ospedali, secondo i dati aggiornati all'11 agosto dell' Agenas, anche Calabria e Valle d'Aosta (regioni squisitamente turistiche e quindi che vedono un naturale moltiplicarsi dei contatti sociali e degli spostamenti) hanno fatto registrare un aumento del 2% portandosi rispettivamente al 13% e al 6%.

Un balzo del 2% in Calabria sia nei reparti ospedalieri che in quelli di rianimazione, anche l'incidenza è sopra soglia: 57 casi ogni 100mila abitanti
La Valle d'Aosta ha le terapie intensive Covid sgombere ma registra un balzo del 2% nei ricoveri ospedalieri e 65 positivi ogni 100mila abitanti 

Lombardia e Puglia, anche loro in crescita, seppure più moderata, hanno fatto registrare un rialzo dell'1% portandosi entrambe al 5%.

In Lombardia aumentano i ricoveri ospedalieri e arrivano al 5%: il campanello di allarme che fa scattare il cambio del colore è fissato al 15%. L'incidenza è sotto controllo: 45 casi ogni 100mila abitanti.
La Puglia registra un aumento di ricoveri e di persone entrate in rianimazione

Registrano, invece, una performance migliore, Basilicata e Marche che decongestionano entrambe dell'1% le aree non critiche portandosi rispettivamente a 6% e 4%. Fanno meglio, invece, la Liguria e la Provincia Autonoma di Bolzano che oggi registrano, per i reparti di terapia intensiva, un calo dell'1% portandosi rispettivamente al 6% e all'1%.

Come e perché si entra in zona gialla

Tre sono i parametri che fanno retrocedere una regione in zona gialla. Il primo è l'incidenza, il numero dei casi ogni 100 mila abitanti su base settimanale. Non deve superare i 50 casi Covid ogni 100mila abitanti. Quasi tutte le regioni sono già sopra quel limite. Anzi alcune regioni hanno un'incidenza superiore ai 100 casi. Sono la Sardegna, la Toscana e la Sicilia. Inoltre, si passa in giallo se, con una incidenza sopra quota 50, il tasso di riempimento supera il 10 per cento per le terapie intensive e il 15 per l'area medica.

La Sardegna ha superato il limite delle terapie intensive Covid e ha un'incidenza di 142 casi ogni 100mila abitanti

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