Arrivano le linee guida sulla parità per la pubblica amministrazione, smart working per le mamme

Arrivano le linee guida sulla parità per la pubblica amministrazione, smart working per le mamme
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 19:22

Misure che consentano di non discriminare le donne per periodi di assenza legati alla maternità; un'organizzazione che preveda riunioni non oltre un certo orario e in modalità anche ibrida (in presenza oppure in videoconferenza) per permettere di conciliare vita e lavoro; l'utilizzo di un linguaggio inclusivo a partire dall'uso delle forme femminili dei titoli professionali. Sono alcune delle misure suggerite dalle linee guida sulla parità di genere per la pubblica amministrazione firmate dai ministri Elena Bonetti e Renato Brunetta, e inserite nel quadro del percorso del Pnrr, che fissano gli obiettivi prioritari per le amministrazioni. 

L'Italia si colloca attualmente al 14esimo posto tra i 27 paesi Ue in tema di parità di genere: nello specifico del mondo del lavoro è addirittura ad un livello «tra i più bassi dell'intera compagine degli Stati membri». Il punto di partenza delle linee-guida sono alcune evidenze empiriche quali la misurazione di una presenza prevalentemente femminile nei ruoli impiegatizi della Pa che va assottigliandosi nelle posizioni di vertice. Di qui il suggerimento alle amministrazioni di usare il metodo della 'check-list' per individuare le aree critiche e pianificare la strategia di «gender balance».

Molte le misure specifiche proposte nel documento. A partire dalle procedure di reclutamento: nel testo si suggeriscono misure per evitare che, tra concorrenti di diverso sesso, possa determinarsi una discriminazione indiretta per effetto di periodi di assenza legati a fenomeni come la maternità. Ma ci sono anche indicazioni su come costruire bandi che non riproducano le discriminazioni di genere e favorire commissioni esaminatrici attente a questi temi. Sul fronte organizzativo, poi, per incoraggiare il rispetto del confine tra i tempi di lavoro e quelli della vita personale, si prevede ad esempio che l'amministrazione si organizzi per svolgere riunioni non oltre un certo orario, più facilmente confliggente con la necessità di gestire carichi familiari, e che si preveda comunque una modalità di svolgimento ibrida, prevedendo di default un collegamento in videoconferenza anche se vi sono partecipanti in presenza. Oltre a programmi dedicati al rientro post maternità/paternità e per gestire il «riallineamento» delle risorse a seguito di assenze prolungate.

Un'attenzione anche a favorire la diffusione della cultura della leadership al femminile, non solo promuovendo una formazione di base obbligatoria e organizzando iniziative sull'empowerment femminile, ma anche sensibilizzando all'utilizzo di un linguaggio inclusivo sotto il profilo del genere, compresa la raccomandazione ad usare le forme femminili corrispondenti ai nomi maschili o l'uso di entrambe le forme in ambito professionale, ad esempio per titoli professionali. Anche lo smart working, infine, va regolamentato in chiave non discriminatoria: evitando che «diventi - come già il part-time - uno strumento rivolto solo alle donne». 

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