Un «missile per uccidere Salvini», ma per il gip è solo un «complemento d'arredo». Archiviata l'indagine

«Il missile - sottolinea il gip - contrariamente a quanto millantato da alcuni degli indagati, assume un valore solo quale (forse bizzarro) complemento d'arredo»

Un «missile per uccidere Salvini», ma per il gip è solo un «complemento d'arredo». Archiviata l'indagine
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Martedì 26 Ottobre 2021, 17:52 - Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 10:21

Si è conclusa con un'archiviazione l'indagine su dei gruppi di estrema destra che, nel luglio del 2019, aveva portato a tre arresti e al sequestro di armi da guerra e altri materiali, tra cui un missile ora ritenuto un «bizzarro complemento d'arredo». Secondo i risultati dell'inchiesta, avviata dalla Procura di Torino, il missile aria aria Matra che avrebbe dovuto, come lui stesso aveva affermato, «uccidere» l'allora ministro dell'interno Matteo Salvini, altro che suppellettile, certamente stravagante, ma del tutto innocuo. Al tempo dei fatti, Salvini avava denunciato un presunto attentato da parte di nazionalisti ucraini, riferendo come fonte la segnalazione di un ex agente del Kgb.

L'inchiesta

L'inchiesta poi passata a Pavia e infine a Milano, allora aveva portato ad arrestare Fabio Del Bergiolo, ex ispettore delle Dogane ed ex candidato in Senato per Forza Nuova - riarrestato l'anno scorso nell'ambito di un altro procedimento - che voleva vendere il missile per 470 mila euro e anche i due proprietari dell'hangar dove è stato ritrovato i quali si sono sempre difesi spiegando di essere i 'custodì del Matra per conto di un collezionista invece indagato con un'altra persona.

Nel provvedimento con cui il giudice Crepaldi accoglie la richiesta di archiviare il caso del pm Isabella Samek Lodovici formulata dopo una perizia sulle armi, si spiega che «non vi è dubbio» che il missile, ora dissequestrato, «pur originariamente classificabile come arma da guerra, sia stato sottoposto a procedure di disattivazione in altro Paese, all'esito delle quali lo stesso ha perso tutto l'enorme potenziale bellico ed è divenuto del tutto inidoneo a recare offesa alla persona, nonché insuscettibile di ripristino».

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«Il missile - sottolinea il gip - è divenuto oramai un mero simulacro vuoto e, contrariamente a quanto millantato da alcuni degli indagati, assume un valore solo quale (forse bizzarro) complemento d'arredo». Nel decreto di archiviazione per le 5 persone , nel sostenere che «il fatto non sussiste» si parla di «naturale obsolescenza sia fisica che tecnologica» dei contenitori lanciarazzi, che risalgono tra gli anno '60 e '80 e sono per altro privi di munizioni, tale da renderli inoffensivi e inutilizzabili come le altre componenti ritrovate. Solo per un lanciarazzi è stata disposta la confisca e la distruzione.

«Piena stima e fiducia nella magistratura milanese che, dopo il trasferimento dell'indagine da Torino a Pavia, ha accertato come la vicenda non avesse nulla di penalmente rilevante», ha commentato uno dei difensori, l'avvocato Agostino Garagiola. All'epoca Matteo Salvini aveva detto, a proposito della confidenza dell'ex Kgb da cui erano partiti gli accertamenti, che si trattava «una delle tante minacce di morte che mi arrivano ogni giorno. I servizi segreti parlavano di un gruppo ucraino che attentava alla mia vita. Sono contento sia servito a scoprire l'arsenale di qualche demente».

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