Roma, dai ticket del Colosseo i fondi per la Capitale

Per il nascente governo a guida FdI Roma deve dotarsi di nuovi poteri

Roma, dai ticket del Colosseo i fondi per la Capitale
di Francesco Malfetano
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Lunedì 3 Ottobre 2022, 00:32 - Ultimo aggiornamento: 10:12

«Di Regioni ce ne sono tante, di Città e Paesi di più, la Capitale invece è una sola. Non può essere come le altre». Non solo caro bollette e Pnrr, al centro dei piani di Fratelli d’Italia per il nascente esecutivo a guida Giorgia Meloni ci sono anche una serie di iniziative per «ridare centralità a Roma». Pur rispettando il mandato del basso profilo imposto dalla leader dopo la vittoria alle urne, a delineare il percorso sono le molte voci capitoline del partito, tutte determinate a rendere la città competitiva con le grandi Capitali internazionali, dotandola di fondi proporzionali a quelli che ricevono Parigi o Berlino. Idealmente - al netto della priorità destinata alle emergenze - il piano si sviluppa in due tempi.


FASE UNO
La prima fase prevede un’opera di «ingegneria legislativa». E cioè il completamento di quelle riforme avviate da anni e mai arrivate a conclusione per dotare Roma degli strumenti giusti. Il riferimento è innanzitutto alla devoluzione dei poteri dalla Regione al Comune. E cioè il trasferimento delle competenze in settori specifici come la gestione del Tevere e le altre aree fluviali o quella del posizionamento di colonnine di ricarica e distributori. Una formulazione a cui sta lavorando anche la giunta Zingaretti che però, è al suo tramonto dopo l’elezione del governatore in Parlamento. In ogni caso l’obiettivo insomma è sburocratizzare settori specifici. 

Un percorso che non può essere intrapreso se parallelamente, ricostruiscono più fonti ai vertici di FdI, non si porta a compimento la riforma costituzionale avviata nel 2018 proprio con un odg di Meloni per rendere la “Capitale” un archetipo a se stante, diverso da Città metropolitane o altre formule. In questo caso il traguardo è il riconoscimento della centralità strategica di Roma per l’intero Paese. Ipotesi progettuale a cui, va riconosciuto, hanno lavorato ampiamente tutte le forze politiche. Al netto di alcune peculiarità politiche l’iter è piuttosto definito e prevede di modificare l’articolo 114 della Costituzione per rafforzare le funzioni amministrative e le dotazioni finanziarie, aggiungendovi la prerogativa di disporre di poteri legislativi. Un aspetto fondamentale poiché impossibile da realizzare con la sola devoluzione tra Regione e Comune. In questo modo, ad esempio, Roma potrebbe dotarsi di una propria legge urbanistica. 


IL SECONDO TEMPO
Inevitabilmente accanto a tutto ciò c’è la necessità di dotare Roma di nuove risorse. Qualunque cornice legislativa non risolleva la Capitale senza fondi specifici. In altri termini, consapevoli che la priorità siano il caro-energia e le altre emergenze nazionali, bisogna inventarsi delle risorse. Per il deputato romano di FdI Fabio Rampelli si potrebbe «mettere a sistema i nostri beni culturali, per ottenerne delle royalties come fa la Basilicata con il petrolio». Un esempio? «Il Colosseo. Ogni anno Roma spende 10-20 milioni in servizi, pulizia, trasporti, illuminazione, manutenzione e gestione dei rifiuti incassando zero dal biglietto di ingresso, quando al ministero vanno 54 milioni».

Si potrebbe partire da qui insomma, diventando consapevoli del buco nero che rappresentano alcuni servizi per la Capitale. Gli esempi portati dagli esponenti FdI sono tanti: dai 600mila pendolari che della Capitale usano il trasporto pubblico caricando il costo sui cittadini (il biglietto ne copre solo un terzo), alla tipologia di turismo attratto, alla gestione dei 5mila chilometri di strade e a quella dei rifiuti. In pratica servono risorse straordinarie. Fino ad oggi infatti ci si è retti sui maxi-eventi come il Giubileo o si spera l’Expo (per cui resta l’intenzione di accelerare lavori e iter procedurale, collaborando con il sindaco Roberto Gualtieri), ma non può andare avanti così. E, posto che la prudenza è d’obbligo a finanziaria ancora da scrivere, in FdI c’è anche chi si dice pronto a ragionare su un nuovo “Salva-Roma” per ridurre il debito capitolino.
 

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