Radio Radicale, l’Agcom
chiede al governo l’immediata
proroga della convenzione

Martedì 23 Aprile 2019 di di Marco Conti
La manifestazione di Pasqua contro la chiusura di Radio Radicale
ROMA Il governo proroghi «l'attuale convenzione, quanto meno fino al completamento della definizione dei criteri e delle procedure di assegnazione». È l'auspicio espresso per Radio Radicale dall'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, attraverso una segnalazione urgente. Nell'esercizio dei poteri di segnalazione previsti dalla legge, l'Autorità ha così formulato «alcune osservazioni e proposte di intervento in materia di affidamento di una rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari, nonchè all'identificazione di un servizio media radiofonico e multimediale destinato all'informazione istituzionale con finalità di interesse generale». E ha pertanto «auspicato, nelle more di una complessiva e non più rinviabile riforma della materia, che al fine di assicurare la continuità di un servizio di interesse generale, il Governo possa prorogare l'attuale convenzione, quanto meno fino al completamento della definizione dei criteri e delle procedure di assegnazione».
Immediato il sostegno della FNSI che in una nota scrive: «L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha inviato un parere al Governo nel quale invita a non tagliare la convenzione con Radio Radicale senza che neppure sia stata definita la riforma del settore. Non possiamo non sottolineare come questa sia anche la posizione della Federazione nazionale della Stampa italiana che, sin dal primo momento, ha rifiutato la logica dei tagli e dei bavagli resi già operativi senza che neppure siano stati indicati i percorsi alternativi». Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi. Una procedura, quella decisa dal Governo, sottolineano ancora, «che va nella direzione opposta e contraria a quella valorizzazione delle differenze e delle diversità che sono alla base dell'articolo 21 della Costituzione e che, non casualmente, sono state più volte richiamate dal Presidente della Repubblica. Ci auguriamo che chi, in questi giorni, anche all'interno del Governo e della maggioranza, ha solidarizzato con Radio Radicale voglia ora dare un seguito legislativo all'autorevole parere dell'Agcom».
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