Per il "lieto evento" la tartaruga sceglie la costa di Cerveteri e Ladispoli: depositate 90 uova

Mercoledì 5 Agosto 2020 di Emanuele Rossi
La tartaruga che ha nidificato sul litorale di Ladispoli, per la precisione a Palo
Sbucate dalle onde per depositare le uova in spiaggia a Marina di Cerveteri e a Ladispoli. Non accadeva dalla bellezza di cinquant’anni sulla costa a nord di Roma. E invece in poche ore ben tre i tentativi di nidificazione delle tartarughe Caretta caretta, uno dei quali andato a segno al bunker di Palo, sull’arenile pubblico, guarda caso nei pressi di una necropoli romana. Il tempo di restare affascinati da un evento sorprendente e insolito per il litorale - diffuso in Sicilia, specie a Lampedusa - che le mareggiate hanno rischiato di trascinare via i futuri piccoli impedendo la loro nascita. È in quel momento che è partita la corsa per salvare le uova, una novantina. Gli uomini della Capitaneria di porto di Ladispoli, guidati dal comandante Strato Cacace, si sono messi in moto in tarda serata con i volontari e i biologi di Tartalazio, rete regionale creata per il recupero e soccorso delle tartarughe marine. Pochi dubbi per gli esperti sul posto, Roberta Monti e Massimiliano Lipperi. La testuggine approdata a Ladispoli, lunga un metro e di 40 chili al massimo, definito animale in via d’estinzione, è quella che qualche ora prima aveva tentato di trovare un luogo sicuro sulla spiaggia di Campo di Mare ma era stata messa in fuga dai bagnanti a caccia di selfie.
FENOMENO RARISSIMO
«È eccezionale – ammette Luca Marini, coordinatore regionale di Tartalazio – il fatto che la tartaruga abbia deciso di nidificare di giorno e in un posto affollato. Evidentemente si è trattato di un tentativo di emergenza». Il gruppo è riuscito a prendere le uova da Palo e, scortato dalla Guardia costiera, si è recato a Cerveteri, sotterrandole in un luogo sicuro e protetto. «Questi esemplari hanno bisogno di tranquillità – sostiene Roberta Monti, biologa - vale per le madri di tartaruga prima che depongano, vale per i piccoli che nasceranno tra circa 50 giorni e che non dovranno essere disturbati né da flash o luci gialle perché penserebbero sia il riflesso lunare e smarrirebbero l’orientamento».
IL TERZO APPRODO
Missione conclusa? Neanche per sogno. Ecco il terzo Sos a San Nicola, a 5 chilometri. «Un’altra qui sta cercando di lasciare le uova», è la segnalazione del titolare di uno stabilimento. Marinai e volontari si sono precipitati in località Punta Rossa delimitando l’area e impedendo alla folla di disturbare il gradito ospite. Tanti i bambini presenti, alcuni emozionatissimi. L’habitat non era evidentemente adatto. Troppa vegetazione e scogli a impedire la “covata”. L’animale, di circa 20 anni perché è l’età in cui le femmine diventano fertili, ha ripreso il largo direzione sud. «Il fenomeno – aggiunge il coordinatore Marini – sarebbe da addebitare ai cambiamenti climatici, tra cui il riscaldamento del mare. Nidificazioni di questa specie sono sempre più frequenti nel centro Italia. Nel Lazio a Torvaianica le uova potrebbero schiudersi a Ferragosto, a Fondi 10 giorni dopo. Cerveteri è il terzo nido. In tal caso prepareremo quello che in gergo viene definito un corridoio di lancio. Potranno tornare dopo 20 anni nel punto in cui hanno nidificato».
L’ORDINANZA DI PASCUCCI
Ieri il sindaco etrusco, Alessio Pascucci, ha emesso un’ordinanza vietando il transito di persone e cani fino a 20 metri di distanza dal punto esatto presso la spiaggia dei Cretoni. Non sono mancate antiche ruggini tra comuni. «Le uova spostate da Ladispoli a Cerveteri perché luogo più idoneo al loro sviluppo», dice Pascucci. «Felici per l’arrivo delle tartarughe e delle uova portate a Cerveteri perché lì al mare ci vanno in pochi e si schiuderebbero nel silenzio», è ironico il primo cittadino di Ladispoli, Alessandro Grando. Fu un duello nel 2019 tra i due quando Jovanotti spostò il concerto da Ladispoli e Cerveteri non per i rettili ma per la presenza dei fratini, simpatici quanto ribattezzati uccelli della “discordia”.
Sbucate dalle onde per depositare le uova in spiaggia a Marina di Cerveteri e a Ladispoli. Non accadeva dalla bellezza di cinquant’anni sulla costa a nord di Roma. E invece in poche ore ben tre i tentativi di nidificazione delle tartarughe Caretta caretta, uno dei quali andato a segno al bunker di Palo, sull’arenile pubblico, guarda caso nei pressi di una necropoli romana. Il tempo di restare affascinati da un evento sorprendente e insolito per il litorale - diffuso in Sicilia, specie a Lampedusa - che le mareggiate hanno rischiato di trascinare via i futuri piccoli impedendo la loro nascita. È in quel momento che è partita la corsa per salvare le uova, una novantina. Gli uomini della Capitaneria di porto di Ladispoli, guidati dal comandante Strato Cacace, si sono messi in moto in tarda serata con i volontari e i biologi di Tartalazio, rete regionale creata per il recupero e soccorso delle tartarughe marine. Pochi dubbi per gli esperti sul posto, Roberta Monti e Massimiliano Lipperi. La testuggine approdata a Ladispoli, lunga un metro e di 40 chili al massimo, definito animale in via d’estinzione, è quella che qualche ora prima aveva tentato di trovare un luogo sicuro sulla spiaggia di Campo di Mare ma era stata messa in fuga dai bagnanti a caccia di selfie.
FENOMENO RARISSIMO
«È eccezionale – ammette Luca Marini, coordinatore regionale di Tartalazio – il fatto che la tartaruga abbia deciso di nidificare di giorno e in un posto affollato. Evidentemente si è trattato di un tentativo di emergenza». Il gruppo è riuscito a prendere le uova da Palo e, scortato dalla Guardia costiera, si è recato a Cerveteri, sotterrandole in un luogo sicuro e protetto. «Questi esemplari hanno bisogno di tranquillità – sostiene Roberta Monti, biologa - vale per le madri di tartaruga prima che depongano, vale per i piccoli che nasceranno tra circa 50 giorni e che non dovranno essere disturbati né da flash o luci gialle perché penserebbero sia il riflesso lunare e smarrirebbero l’orientamento».
IL TERZO APPRODO
Missione conclusa? Neanche per sogno. Ecco il terzo Sos a San Nicola, a 5 chilometri. «Un’altra qui sta cercando di lasciare le uova», è la segnalazione del titolare di uno stabilimento. Marinai e volontari si sono precipitati in località Punta Rossa delimitando l’area e impedendo alla folla di disturbare il gradito ospite. Tanti i bambini presenti, alcuni emozionatissimi. L’habitat non era evidentemente adatto. Troppa vegetazione e scogli a impedire la “covata”. L’animale, di circa 20 anni perché è l’età in cui le femmine diventano fertili, ha ripreso il largo direzione sud. «Il fenomeno – aggiunge il coordinatore Marini – sarebbe da addebitare ai cambiamenti climatici, tra cui il riscaldamento del mare. Nidificazioni di questa specie sono sempre più frequenti nel centro Italia. Nel Lazio a Torvaianica le uova potrebbero schiudersi a Ferragosto, a Fondi 10 giorni dopo. Cerveteri è il terzo nido. In tal caso prepareremo quello che in gergo viene definito un corridoio di lancio. Potranno tornare dopo 20 anni nel punto in cui hanno nidificato».
L’ORDINANZA DI PASCUCCI
Ieri il sindaco etrusco, Alessio Pascucci, ha emesso un’ordinanza vietando il transito di persone e cani fino a 20 metri di distanza dal punto esatto presso la spiaggia dei Cretoni. Non sono mancate antiche ruggini tra comuni. «Le uova spostate da Ladispoli a Cerveteri perché luogo più idoneo al loro sviluppo», dice Pascucci. «Felici per l’arrivo delle tartarughe e delle uova portate a Cerveteri perché lì al mare ci vanno in pochi e si schiuderebbero nel silenzio», è ironico il primo cittadino di Ladispoli, Alessandro Grando. Fu un duello nel 2019 tra i due quando Jovanotti spostò il concerto da Ladispoli e Cerveteri non per i rettili ma per la presenza dei fratini, simpatici quanto ribattezzati uccelli della “discordia”.
  Ultimo aggiornamento: 14:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA