Ecco la quarta ondata Covid a Nordest. Impennata dell'incidenza del 202% in Fvg e del 60% in Veneto

Ecco la quarta ondata Covid a Nordest
di Angela Pederiva
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Venerdì 30 Luglio 2021, 05:30 - Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 09:25

Oggi anche il Nordest dovrebbe essere riconfermato in fascia bianca, alla pari del resto d’Italia. Ciò non toglie che l’incidenza sulla popolazione residente e i tassi di occupazione ospedaliera siano in aumento pure in Veneto e in Friuli Venezia Giulia, come verrà attestato nel pomeriggio dalla periodica valutazione, effettuata dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità. A lanciare l’allarme è però anche la Fondazione Gimbe, ravvisando ormai tutti gli estremi della quarta ondata, con punte registrate proprio a queste latitudini. 


Regioni e la quarta ondata Covid


Le anticipazioni sui parametri di giudizio utilizzati dalla cabina di regìa dicono che, nell’ultima settimana analizzata, l’incidenza dei nuovi casi ogni centomila abitanti ha raggiunto quota 87 in Veneto e 37 in Friuli Venezia Giulia, a fronte di una media nazionale pari a 58, quando la soglia per il passaggio in zona arancione è fissata a 50. Vanno però considerate anche le percentuali di ricovero, che negli ospedali veneti salgono a 2% sia in Terapia intensiva che in area non critica, così come nei nosocomi friulgiuliani arrivano all’1% in entrambe le tipologie di reparto, mentre in Italia i dati medi sono rispettivamente del 2% e del 3% e i tetti sono posizionati al 10% e al 15%. 


Quando cambia colore una Regione?


Di conseguenza non sono previsti cambi di colore, ma la preoccupazione resta per la Fondazione guidata da Nino Cartabellotta, che ha analizzato la crescita settimanale dei nuovi casi. Se mediamente nel Paese è stato rilevato un incremento del 64,8%, e in Veneto del 60,3%, in Friuli Venezia Giulia si è verificata l’impennata più impetuosa, pari com’è stata al 202,2%. Evidentemente si tratta di dati correlati alla quantità di diagnosi stilate, che sono state solo ieri 30.898 secondo la contabilità veneta e 5.681 nella conta friulgiuliana, ma i rialzi sono comunque oggettivi. «Continuano a salire i nuovi casi settimanali – ha commentato Cartabellotta – sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti, reso sempre più difficile dall’aumento dei positivi. Il virus circola più di quanto documentato dai nuovi casi identificati: di fatto siamo entrati nella quarta ondata». Gli analisti hanno sottolineato pure gli altri segni “più” riscontrati complessivamente dal Nord al Sud: +46% di vittime, +42,9% di persone in isolamento, +34,9% di ricoverati con sintomi e +14,5% dei degenti in Terapia intensiva.

I nuovi contagi

Del resto anche ieri i bollettini hanno aggiornato al rialzo i rispettivi bilanci. Per quanto riguarda il Veneto, sono stati individuati 737 nuovi contagi (434.908 dall’inizio dell’emergenza), attraverso 9.487 tamponi molecolari e 21.411 test antigenici, per un tasso di positività calcolato nel 2,38%. Dopo la crescita settimanale, i ricoverati scendono a 147 (-28) in area medica e risultano 18 i degenti intubati. Altri 7 decessi portano il totale a 11.641. Quanto al Friuli Venezia Giulia, le 96 nuove infezioni scovate (107.850 in totale) determinano un tasso di positività dell’1,68%. I pazienti curati in Terapia intensiva sono 2, mentre sono 10 quelli accolti in altri reparti. Non è invece stato segnalato alcun decesso, per cui il bilancio rimane fermo a 3.790.


La campagna vaccinale 


Ad avanzare è invece la campagna vaccinale, giunta ieri a 5.402.931 dosi in Veneto e 1.322.880 in Friuli Venezia Giulia, per cui i veneti immunizzati sono ora il 53% e i friulgiuliani il 53,3%. Gimbe evidenzia tuttavia il nodo delle due estremità anagrafiche: fra gli ultra 60enni, non ha ricevuto nessuna dose il 9,6% in Veneto e il 16,8% in Friuli Venezia Giulia, mentre fra i 12-19enni le quote scoperte sono rispettivamente del 73,7% e del 74,5% nelle due regioni. In vista del ritorno in classe, secondo la Fondazione a pesare sono le incertezze dei genitori e l’insufficienza di vaccini quali Pfizer e Moderna. «Pur riconoscendo nella vaccinazione di massa la via maestra per tornare a scuola in sicurezza – ha detto Cartabellotta – è assolutamente indifferibile affrontare tutte le criticità emerse durante lo scorso anno scolastico che hanno ostacolato un adeguato svolgimento delle lezioni in presenza. Dall’idonea areazione e ventilazione dei locali, a efficaci strategie di screening periodico e sistematico di studenti e personale scolastico, da nuove regole per i trasporti locali allo scaglionamento degli orari di ingresso».

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