«Gravi reazioni dopo il vaccino», ma è una bufala. L'audio di una donna nel mirino della Digos

Un vaccino
di Lorenzo Padovan
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Venerdì 14 Gennaio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 17:03

Un messaggio vocale di poco più di 8 minuti in cui si circostanzia, con lessico medico apparentemente appropriato per rendere la vicenda ancora più verosimile, la situazione di assoluta emergenza in cui verserebbe Spilimbergo e l’intera area di competenza dell’Asfo per le reazioni avverse ai vaccini. Più precisamente dopo la terza dose, che per chi lancia l’accusa sarebbe la causa di una miriade di problemi di salute, anche gravissimi.

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LA PARESTESIA


Per accreditare la propria tesi, l’autrice del vocale che in poche ore è diventato virale con migliaia di condivisioni, cita un caso specifico che tocca le corde dell’ascoltatore: nelle ore precedenti alla diffusione del messaggio (rimbalzato negli smartphone dalla tarda serata di martedì) un ragazzo di 18 anni sarebbe stato «colto da grave malore, con tremori e parestesia subito dopo l’inoculazione». Un caso grave, quindi, che sicuramente richiede un intervento di pronto soccorso. Ma qui casca l’asino, perché negli ultimi trenta giorni, non è stato effettuato alcun intervento relativamente a 18enni maschi che avessero lamentato semiparesi in genere. L’unico caso preso in carico riguarda una giovane donna che ha sofferto di una parestesia alcuni giorni prima del 20 dicembre scorso. I medici che l’hanno soccorsa hanno poi anche accertato e identificato la ragione della patologia: non ha nulla a che fare con la vaccinazione, alla quale peraltro si era sottoposta molte settimane prima senza ravvisare alcuna reazione avversa.


REPARTI FANTASMA


Se per verificare l’infondatezza dei problemi del fantomatico 18enne è stato sufficiente verificare gli interventi di ricovero del 118, per scoprire che anche una seconda accusa era completamente inventata non è stato necessario Sherlock Holmes: «In ospedale a Pordenone - rivela nell’audio l’attivista no vax - ci sono ben due reparti pieni zeppi di pazienti che sono stati ricoverati per aver avuto reazioni avverse al vaccino: soprattutto embolie polmonari e parestesie in soggetti giovani. I sanitari non possono parlare, ma dobbiamo fare noi passaparola, ci stanno supplicando di farlo. Le infermiere sono disperate: moltissime si sono auto-sospese perché non vogliono fare la terza dose, sono spaventatissime». È bastato verificare al Santa Maria degli Angeli - che versa in una situazione di reale emergenza, ma per gli accessi giornalieri di persone con sintomi gravi da Covid - per avere la scontata conferma che, ad oggi, non ci sono né reparti né singoli posti letto in alcun modo dedicati alle inesistenti reazioni avverse gravi. Un controllo che non è stato molto difficile da effettuare: riuscire a far sparire dalla vista ben due reparti zeppi di persone rovinate dal vaccino sarebbe stata un’impresa degna almeno dei servizi segreti dei film d’avventura.


I MEDICI "CRIMINALI"


«I veri criminali sono i medici di base che nascondono quanto sta accadendo», incalza la donna del messaggio. Ma qui l’autrice fa un errore imperdonabile per chi, per il resto della denuncia, fa bene attenzione a parlare solo e sempre di generiche «voci» e di «casi anonimi». Tira in ballo infatti il proprio medico curante, un noto professionista di Spilimbergo. Il quale ha già presentato denuncia ai Carabinieri dopo essere stato raggiunto da decine di messaggi di pazienti e amici che gli esprimevano la massima solidarietà. «Non ho mai assistito a un solo caso di reazione avversa grave in tutta la campagna vaccinale - si è limitato a precisare -: in un anno mi sono state riferite al massimo qualche linea di febbre e il classico dolore al braccio nella zona della puntura. Nulla più. Non intendo fornire dettagli sull’autrice dell’audio, che conosco da almeno 46 anni: ho già riferito quanto serviva alle forze dell’ordine. Nella sola giornata di oggi ho somministrato almeno 40 dosi: questa è l’unica cosa importante, proseguire nelle vaccinazioni che salveranno le vite».
I militari dell’Arma non sono gli unici a essersi messi sulle tracce della donna - di cui hanno già, ovviamente, tutte le generalità -: anche la Digos della Questura di Pordenone ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di procurato allarme e già nelle prossime ore sarà notificata la notizia all’interessata. A rischiare conseguenze penali, anche molto gravi, sono pure coloro che hanno condiviso l’audio, aggiungendovi particolari e dettagli per renderlo maggiormente credibile. Nel mirino anche le attività di un attivissimo gruppo sui social di cui la donna dell’audio è una delle animatrici più assidue.

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