«Offro cena ad un positivo», caso segnalato ai carabinieri. Il ministro D'Incà: «È gravissimo»

L'incito a cena apparso sui social
di Giovanni Santin
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Martedì 11 Gennaio 2022, 10:15 - Ultimo aggiornamento: 11:18

LAMON - «Ritengo che il post su Facebook scritto da una cittadina di Lamon in cui si invitano persone contagiate a cena, sia estremamente grave. Credo che non si tratti di una semplice provocazione, ma di un messaggio particolarmente pericoloso e irrispettoso nei confronti di tutte le persone che, in quasi due anni di pandemia, hanno perso la vita». Così ieri pomeriggio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha commentato la notizia di una donna che ha scritto su Facebook di cercare ospiti a cena per contagiarsi. Una provocazione o lucida follia? Una domanda a cui, forse, non è necessaria una risposta. «Il Covid - ha aggiunto D’Incà - non è uno scherzo, né un’invenzione: proprio quando il nostro Paese si sta concentrando sulla vaccinazione, l’unico strumento per salvarci da questa malattia e proprio quando tutti gli sforzi delle nostre comunità sono diretti verso un precauzionale ritorno alla normalità, questo genere di post non può essere accettato. Allo stesso modo, condanno le gravi azioni di chi si definisce no vax, le minacce di questi giorni a istituzioni e scienziati a cui va la mia solidarietà».

NEL COMUNE
Nel frattempo copia dei messaggi pubblicati dalla donna (che ieri li ha cancellati) e dal marito (ancora visibili «sono 2 mesi che cerco contatto con positivi, per potermi contagiare e avere il pass del c..., ma questo mal di gola non sono mai riuscito a prenderlo. C..., ci state uccidendo voi con i vaccini») sono stati anche trasmessi ai carabinieri che potrebbero valutare se quelle parole rappresentano un’istigazione a commettere un illecito. A Lamon, intanto, nelle ultime 24ore i positivi sono passati da 16 a 29. Rimangono però le incognite sul motivo dell’annuncio. L’ipotesi più probabile è che la coppia cercasse di contagiarsi per ottenere il green pass senza vaccino. E poter così avere accesso a locali e strutture. Cosa che ora non è permessa a chi non è guarito o si è vaccinato. La notizia pubblicata ieri dal nostro giornale è stata ripresa e rilanciata anche da altri media nazionali e dal noto sito di informazioni e retroscena “Dagospia” che riferendosi alla vicenda ha scritto: «L’ultima idiozia postata su Facebook da una sciroccata di Lamon, in provincia di Belluno». L’invito a cena per contagiati ha insomma avuto un risalto che è andato ben oltre i confini provinciali. Un appello che chiedeva risposte private per potersi incontrare: ma nonostante questo c’è stata qualche risposta pubblica esplicita. «Te lo dico in giornata aspetto esito tampone» le ha scritto un amica. Insomma: una situazione davvero difficile che pare essere andata ben al di là dei confini dell’incredibile.

SCONCERTO
Lo testimonia la consigliera dell’Unione Montana Feltrina Elsa Trinca Colomberotto: «Io ha parlato con quattro-cinque persone di Lamon e c’è, ad essere buoni, molta perplessità per quanto questa signora ha pubblicato sul proprio profilo Facebook. La gente è perplessa, sconcertata e disorientata e dice che questo comportamento è una vera e propria mancanza di rispetto verso le persone che per il Covid sono morte». La stessa consigliera riferisce di una festa tenutasi nella piazza del paese all’inizio del nuovo anno a cui, assieme a tanta altra gente, avrebbe partecipato anche una persona positiva. Potrebbe essere stato proprio questo l’inizio del contagio che ha coinvolto e sta coinvolgendo sempre più persone in zona. A preoccupare sono i numeri reali dei contagiati. Perché come ha già detto il sindaco di Lamon Ornella Noventa, probabilmente per la difficoltà di tenere aggiornato il tracciamento, i dati comunicati dal Dipartimento dell’Ulss faticano a tenere il passo. Una situazione così delicata da non consentire margini a chi vuole diffondere di proposito il virus, sconfinando prima ancora che in un reato in una drammatica violazione al buon senso.
 

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