Ballerina uccisa dal killer appena evaso, confessione choc: «Volevo ammazzare qualcuno»

Giovedì 5 Dicembre 2019
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Ballerina uccisa dal killer appena evaso, confessione shock: «Volevo ammazzare qualcuno»

La confessione shock di Ozgur Arduckiller recidivo appena evaso da un regime carcerario morbido, scatena rabbia e sdegno in Turchia: «Volevo uccidere qualcuno. L'ho seguita per quattro chilometri. Se avessi trovato una pistola, avrei ucciso molte più persone». La tragica fine di Ceren Ozdemir, studentessa e ballerina di appena 20 anni, poteva forse essere evitata con controlli più severi. Un ennesimo femminicidio che indigna l'opinione pubblica.

Prima di lei, secondo la piattaforma 'Fermiamo i femminicidì, erano state almeno 390 le donne ammazzate dall'inizio del 2019, in aumento rispetto agli anni scorsi. Ma il caso di Ceren, che nelle ultime ore ha tenuto la Turchia incollata alla tv prima per la caccia all'assassino e poi per la sua agghiacciante confessione, solleva anche il tema dei controlli penitenziari.

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Arrestato con l'arma del delitto ancora addosso, il killer era fuggito sabato da una 'prigione apertà, dove i detenuti svolgono attività mirate al reinserimento sociale, senza sorveglianza di guardie carcerarie. Quarantott'ore dopo, ha seguito la sua vittima finché non è rimasta sola per strada. Stava per entrare in casa, nella provincia di Ordu sul mar Nero, quando l'ha assalita e accoltellata. Inutili sono stati i tentativi di soccorso. Quando è stato intercettato dalla polizia, Arduc ha fatto resistenza, ferendo in modo non grave due agenti. Da una 'prigione senza sbarrè, in cui era stato trasferito dopo 13 anni in cella per omicidio, era già fuggito l'anno scorso. Catturato, ha potuto godere nuovamente del beneficio per «buona condotta».

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Il killer ha confessato che voleva compiere una strage, ma non è riuscito a procurarsi un'arma da fuoco. E la vittima è stata ancora una volta una donna. Solo ieri si era concluso con la condanna all'ergastolo di un imprenditore un processo molto seguito per l'uccisione di un'altra giovane, Sule Cet, precipitata a 23 anni dal 20/mo piano di un palazzo di Ankara dopo essere stata violentata. Inizialmente gli avvocati difensori avevano parlato di suicidio. Gli attivisti accusano il governo di non fare abbastanza per tutelare le donne. Ankara promette il pugno duro. Il dibattito è arrivato in Parlamento, ma il massacro non si ferma. E la scorsa settimana, la simbolica manifestazione nella Giornata per l'eliminazione della violenza sulle donne nel centro di Istanbul è stata dispersa dalla polizia turca con i gas lacrimogeni. 
 

Ultimo aggiornamento: 18:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA