Ovetti Kinder nella bufera: una sorpresa accusata di essere "razzista". L'azienda chiede scusa

Martedì 15 Gennaio 2019
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Ovetti Kinder nella bufera per la sorpresa 'razzista': ecco cosa è successo

Gli ovetti Kinder nella bufera per una sorpresa, al loro interno, decisamente surreale. La polemica non è nata negli Stati Uniti, dove dopo diversi anni di messa al bando, da qualche tempo gli ovetti prodotti dalla Ferrero vengono venduti senza le sorprese al loro interno, ma è senza dubbio qui che è destinata ad alimentarsi.

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Tutto è iniziato con un pupazzetto in plastica a forma di ovetto Kinder, distribuito in tutto il mondo dentro la classica scatolina dal colore del tuorlo. Un prodotto che di fatto pubblicizza uno dei prodotti di punta della Ferrero, e che ha accompagnato l'infanzia, ma non solo, di tantissime generazioni. Eppure, quel giocattolino ha due particolarità che hanno a che fare con gli Stati Uniti, ma che sono state notate solo nel resto del mondo, dove l'ovetto Kinder contiene al suo interno la sorpresa.

L'attenzione si sposta quasi immediatamente sui tre palloncini, ognuno dei quali riporta la lettera K. La tripla K, negli Stati Uniti come in tutto il mondo, ha un triste significato, poiché è l'abbreviazione del Ku Klux Klan, la violenta organizzazione di suprematisti bianchi che ha contraddistinto l'ultimo secolo e mezzo della storia americana. Anche al di fuori degli States, la tripla K nell'immaginario collettivo ha sempre riportato al Ku Klux Klan, ed è anche per questo che le prime segnalazioni di questa sorpresa giudicata forse erronaemente come 'razzista', ma quantomeno surreale e controversa, sono giunte dai posti più disparati del mondo (Russia, Israele e Australia in primis, come testimoniano le denunce di alcuni utenti sui social).

A rendere ulteriormente surreale la sorpresa incriminata degli ovetti Kinder c'è anche un altro dettaglio, un po' comico e grottesco. Il pupazzetto a forma di ovetto Kinder ha infatti un vistoso ciuffo biondo, che non può non ricordare la chioma del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Anche se negli Usa non è possibile trovare questa sorpresa, non mancano le polemiche. C'è chi accusa la Kinder di aver distribuito un prodotto che istiga al razzismo, chi invece sostiene si tratti di un messaggio subliminale proprio contro il numero uno della Casa Bianca, che viene accostato ai suprematisti bianchi.
 



 

La Ferrero, alla fine, ha dovuto diramare un comunicato chiedendo scusa per le furenti polemiche generate. L'azienda spiega così: «Nel disegno iniziale, il giochino aveva un solo palloncino con la lettera K. Gli altri due sono stati aggiunti per rendere la struttura complessiva più robusta e stabile, dal momento che la sicurezza e la qualità dei nostri prodotti sono molto importanti. Non volevamo assolutamente fare alcun riferimento al Ku Klux Klan e ci scusiamo davvero con chi si è sentito offeso. Il pupazzetto in questione era in edizione limitata in quanto prodotto in occasione del cinquantesimo anniversario di Kinder, abbiamo già interrotto la produzione e tramite il servizio clienti è possibile cambiare quelli già trovati negli ovetti con altri giochini a scelta».
 


Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio, 13:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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