Il processo a Weinstein: attacchi di panico e pianti per l'accusatrice Jessica Mann

Martedì 4 Febbraio 2020

Che sarebbe stato un processo spettacolo era poco ma sicuro. Ora però che è entrato nel vivo il dibattimento contro l'ex re di Hollywood , Harvey Weinstein, accusato di stupro e molestie da 80 donne, si capisce bene che sarà una vera e propria battaglia. Si è visto lunedì quando l’avvocato difensore di Weinstein, Donna Rotunno, un mastino del diritto in abiti eleganti, ha controinterrogat la test Jessica Mann talmente tanto da farle avere un attacco di panico. Il giudice ha sospeso l'udienza ma quando oggi l'ha ripresa la situazione non è cambiata perché Jessica Mann, ora 34enne ma che ha denunciato di essere stata stuprata quando da giovane parrucchiera cercava di diventare un'attrice, ha iniziato a singhiozzare mentre era in corso l'esame incrociato concentrato sulla natura del suo rapporto con l'ex re di Hollywood, spingendo il giudice a sospendere il processo per il resto della giornata. Gli avvocati di Weinstein hanno dipinto la teste ome una bugiarda manipolatrice che si è fatta strada grazie agli incontri sessuali con il produttore e a riprova di questo sono state lette delle email lusinghiere che lei gli ha inviato dopo il presunto stupro nel marzo 2013 perché non voleva che lui stroncasse la sua carriera sul nascere.  In queste mail la Mann descriveva Weinstein come uno "pseudopadre" che le aveva «offerto aiuto quando i miei genitori non lo facevano».
Secondo la denuncia il  suo incontro con Weinstein avvenne in una camera d'hotel. Il produttore stava scegliendo aspiranti attrici per dei ruoli in una nuova commedia fantasy per adolescenti, Vampire Academy. Così, continua Jessica, improvvisamente il produttore le ha afferrato le braccia, l'ha immobilizzata e ha insistito affinché facessero sesso orale. Successivamente l'ha costretta a togliersi i vestiti e l'ha violentata. Da non sottovalutare, ai fini delle valutazioni del tribunale, l'aneddoto dell'ago nel cestino del bagno. L'attrice ha raccontato di aver trovato tale ago accanto ad una confezione contenente un farmaco iniettabile che induce all'erezione.

 

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